Un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Rheumatology da Oxford University Press rileva che gli ex calciatori professionisti di sesso maschile che, durante la carriera, hanno riportato infortuni al piede o alla caviglia presentano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare osteoartrosi dopo il ritiro dall’attività agonistica. Il rischio risulta ancora più elevato nei giocatori che sono stati trattati abitualmente con infiltrazioni di cortisone per la gestione degli infortuni.
Sebbene gli infortuni siano estremamente diffusi tra i calciatori professionisti maschi – circa il 25% dei giocatori subisce lesioni al piede o alla caviglia nel corso della carriera – l’uso esteso di terapie infiltrative, quali corticosteroidi, anestetici locali, plasma ricco di piastrine e acido ialuronico rimane controverso, soprattutto per le preoccupazioni legate ai potenziali effetti collaterali a lungo termine e per le limitate evidenze a supporto della loro efficacia. Le infiltrazioni possono ridurre il dolore e consentire un più rapido ritorno all’attività agonistica. Tuttavia, questo tipo di trattamento può mascherare un danno articolare sottostante e potenzialmente accelerare, nel tempo, il deterioramento strutturale dell’articolazione. L’uso frequente di infiltrazioni potrebbe inoltre aggravare il danno cartilagineo, in particolare se associato alle elevate sollecitazioni biomeccaniche richieste dal calcio professionistico.
I ricercatori hanno esaminato ex calciatori professionisti britannici di sesso maschile tra agosto 2020 e ottobre 2021, raccogliendo informazioni su diagnosi di osteoartrosi del piede o della caviglia poste dal medico di medicina generale o su interventi chirurgici all’avampiede o alla caviglia eseguiti dopo il ritiro. Dei 424 ex giocatori inclusi nello studio, il 73% di quelli con osteoartrosi riferiva pregressi infortuni al piede o alla caviglia, e il 75% riportava di aver ricevuto infiltrazioni di corticosteroidi nel corso della carriera.
Gli autori sottolineano che, sebbene le infiltrazioni di corticosteroidi siano associate a una maggiore prevalenza di osteoartrosi, ciò non implica necessariamente un rapporto di causalità diretto, poiché tali trattamenti vengono spesso somministrati in seguito a infortuni che, di per sé, possono predisporre allo sviluppo della patologia artrosica. Tuttavia, viene evidenziato che gli ex calciatori con osteoartrosi riferivano un numero più elevato di infiltrazioni nella stessa caviglia durante una singola stagione agonistica; molti di essi avevano ricevuto più di quattro infiltrazioni per stagione, superando le raccomandazioni comunemente indicate dai medici.
«I nostri risultati dimostrano chiaramente che un infortunio significativo al piede o alla caviglia durante la carriera di un calciatore rappresenta un importante fattore di rischio modificabile per lo sviluppo di osteoartrosi in età avanzata», ha dichiarato il responsabile dello studio, Weiya Zhang.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Thanoon AA, Espahbodi S, Shuaib MA, Millar B, Duncan A, Bowen CJ, O’Neill TW, Wakefield RJ, Watt FE, Walsh DA, Fuller G, Batt ME, Parekh SM, Fernandes GS, Doherty M, Zhang W. Injury and local injection and the risk of foot/ankle osteoarthritis: a case-control study in retired UK male professional footballers. Rheumatology (Oxford). 2025 Oct 22:keaf518.








