
Fonte: Carlo Ripa. Medicina globale per il benessere. Sistema nervoso centrale, sport e stile di vita. Timeo Ed. 2024. www.griffineditore.it
Il gioco di squadra, inteso come calcio relazionale, empatia, armonia che deve coinvolgere tutto il gruppo, richiede tempo e lavoro condotto a livelli differenti. È quella alchimia particolare in cui ogni giocatore riesce ad esprimere il massimo delle sue potenzialità. È quella particolare situazione dove all’interno del gruppo regna l’amicizia, la complicità, la positività, il desiderio di aiutarsi e spendersi l’uno per l’altro.
Perché ciò avvenga occorre si verifichino giuste scelte tecnico-tattiche, una buona preparazione fisico sportiva e quel quid in più che permette all’atleta di realizzare sul campo contro gli avversari le migliori strategie di gioco.
Tali traguardi riguardano quei meccanismi grazie ai quali una squadra sa muoversi armoniosamente, attivando un continuo mutuo soccorso in uno stato di empatia agonistico che io amo definire “trans agonistico”. Per facilitare il raggiungimento di tale situazione occorre che in ogni giocatore, determinate aree del cervello proposte a specifiche funzioni, performino e si sappiano plasmare in funzione del gioco di squadra. È possibile per un medico sportivo che sappia interagire con particolari zone del cervello (quelle preposte a favorire specifiche performance) influenzare questi obiettivi di amalgama e armonia di squadra?
L’auricoloterapia è quella metodica terapeutica altamente scientifica e neurofisiologica il cui sviluppo va di pari passo con lo sviluppo delle neuroscienze, che con sempre nuove scoperte ci descrivono le enormi potenzialità e capacità del nostro cervello.
L’auricoloterapia nella medicina dello sport
Il padiglione auricolare è una struttura in cui è rappresentato tutto il corpo umano. L’orecchio raccoglie tutte le informazioni che provengono dalla periferia ed è collegato al cervello e a tutte le strutture nervose che qui sono rappresentate. È pertanto possibile, stimolando l’orecchio, interagire con le differenti componenti cerebrali dilatandone o riequilibrandone le potenzialità, sviluppando caratteristiche funzionali specifiche che sono propedeutiche al crearsi di uno stato di trans agonistico.
È utile ad esempio stimolare tutte le aree corticali e in particolare il sistema visivo, affinché siano allertate e pronte a leggere le traiettorie e fornire uno sguardo di insieme su tutto ciò che accade intorno (occhio direttore, occhio di guarda); stimolare le aree prefrontali da cui nasce l’impulso dell’azione, affinché siano pronte e preparate nella scelta delle strategie di gioco. Il tutto deve avvenire all’interno e in virtù di un estremo equilibrio posturale e mentale dove le zone nervose preposte filtrano e annullano gli stati emozionali negativi facendo spazio a stati di gioia, positività, compiacimento per le giocate, entusiasmo e divertimento.
Analizziamo pertanto le caratteristiche funzionali delle rappresentazioni auricolari che possono favorire il crearsi di quella situazione tanto cara ad ogni allenatore e che io ho chiamato “trans agonistico”.
1) Il punto maestro del mesoderma è quella rappresentazione che aiuta la forza muscolare degli arti superiori e inferiori; ha un’azione vascolare e dal punto di vista psichico e mentale, facilita le relazioni comportamentali, fungendo da smussatore di controversie fuori dal campo e aiutando in campo i giocatori a cercarsi e aiutarsi l’un l’altro.
2) Il punto del cervelletto è sede delle memorie procedurali attraverso le quali il giocatore esprime le sue doti tecniche procedurali, posturali e dinamiche che sovrintendono alla coordinazione ed esecuzione corretta del gesto sportivo.
3) Il punto PMS sensitivo e motore stimolano lo stato di attenzione mentale nella sua componente sensitiva mentre nella sua parte motoria sovrintendono a tutti i pattern motori e premotori di tutte le cinesi dinamiche posturali e statiche; ottimizza la visione e la interpretazione corretta della scena sportiva.
4) Il punto di comando del prefrontale motore velocizza le scelte tattiche motorie, al fine di anticipare gli avversari con le giocate più opportune.
5) Il corpo calloso inietta in modo posturalmente equilibrato le informazioni motorie nei due emicorpi e ottimizza le relazioni inter-emisferiche, fungendo anche da filtro e riequilibrio di stati di ansia e stress.
Carlo Ripa
Specialista in Medicina dello Sport
Esperto di agopuntura, auricoloterapia, medicina manuale, posturologia e bioterapie








