
Da sinistra Paul Tornetta (past president Aaos), Pietro Randelli (presidente Siot) e Annunziato Amendola (presidente Aaos)
Si è chiuso recentemente a San Diego, in California, l’annual meeting dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons (Aaos), uno degli appuntamenti più importanti nel panorama dell’ortopedia a livello mondiale, che ogni anno mette a confronto l’èlite dei professionisti internazionali sulle più recenti innovazioni tecnologiche e consolidate tecniche chirurgiche.
«Gli ortopedici italiani che hanno contribuito al programma del congresso come relatori confermano ancora una volta il nostro livello fra i più avanzati del mondo» ha dichiarato il professor Pietro Simone Randelli, presidente Siot, che ha guidato la delegazione italiana al congresso americano. Le parti si invertiranno al congresso nazionale Siot, a Roma dal 6 all’8 novembre, con la visita in Italia del presidente Aaos Annunziato Amendola.
Tra le novità emerse al congresso, uno spazio rilevante è stato dato alle tecnologie rigenerative di ultima generazione utilizzate in ambito ortopedico.
Nel simposio sulle reali applicazioni cliniche dell’ortobiologia in ortopedia, insieme ai più importanti professionisti del settore, il presidente Randelli ha illustrato come l’utilizzo delle cellule staminali da tessuto adiposo sia utile nella riparazione dei tendini della spalla, portando l’esperienza dell’Istituto Gaetano Pini sui vantaggiosi risultati ottenuti nei soggetti trattati con questa tecnologia innovativa. «Oggi – ha commentato a margine del congresso Pietro Randelli, direttore Prima Clinica ortopedica dell’Università degli Studi di Milano, Istituto Ortopedico Gaetano Pini – le cellule staminali possono contribuire a migliorare i risultati clinici delle tecniche di riparazione della cuffia dei rotatori, migliorando i risultati funzionali dei pazienti già nelle fasi precoci della riabilitazione».
La novità più rilevante proveniente dagli Usa nell’ambito dell’ortobiologia applicata alle patologie del ginocchio è stata la notizia di un nuovo studio in fase 3 per una terapia biologica per la cura dell’artrosi a base di estratti di placenta liofilizzata, terapia denominata Asa, Amniotic Suspension Allograft. Randelli ha confermato ai ricercatori statunitensi l’interesse dell’Italia quale partner ideale nell’utilizzo di questa nuova terapia che, come emerso dai dati dei primi due studi effettuati, riduce i sintomi nel 75% dei pazienti trattati per almeno un anno, mostrandosi nettamente superiore agli altri trattamenti.
Per quel che riguarda l’artrosi dell’anca, tra le novità, è stata presentata ufficialmente la nuova protesi a doppia mobilità in lega metallica anallergica, in grado non solo di ridurre notevolmente il rischio di lussazione della protesi ma anche di assicurarne una longevità pluridecennale.








