La fissazione esterna nel trattamento delle emergenze e traumi militari: tecniche di ricostruzione degli arti e trattamento degli esiti post traumatici. È questo l’argomento scelto per il congresso nazionale della Società italiana di fissazione esterna (Sife), in programma il 16 e 17 maggio a Roma presso la Casa dell’Aviatore.
«La situazione sociale, la ricerca scientifica e l’impiego di tecnologie di nuova generazione impongono un aggiornamento su queste importanti tematiche e un dibattito in termini di indicazioni e controindicazioni, tecniche chirurgiche utilizzate e risultati ottenuti al quale parteciperanno i maggiori esperti italiani e internazionali invitati a presentare le proprie esperienze» spiegano i due presidenti del congresso, Alexander Kirienko (attuale presidente Sife) e Alberto Serra, direttore di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Militare Celio di Roma.
Sono previste undici sessioni. le prime due, che si svolgeranno il venerdì mattina, riguarderanno politrauma, trauma militare, emergenze, chirurgia ricostruttiva e le pseudoartrosi asettiche e infette; la terza, che avrà luogo il venerdì mattina, verterà sulla correzione delle deformità della caviglia congenite e postraumatiche. La quarta e quinta, programmate per il venerdì pomeriggio, metteranno a confronto i maggiori esperti sull’utilizzo della fissazione esterna nel trattamento delle deformità complesse del piede e delle emimelie congenite degli arti.
È prevista anche una sessione congiunta italo-spagnola, organizzata in modo da creare confronto tra i maggiori esperti italiani e spagnoli sull’impiego dei fissatori esterni nell’acondroplasia, l’uso dei chiodi allungabili, la correzione delle deformità post traumatiche. I relatori dalla Spagna e dall’Italia si concentreranno su somiglianze e differenze negli approcci allo stesso argomento.
Sempre nel pomeriggio di venerdì è prevista una sesta sessione dedicata alle comunicazioni libere sulla fissazione esterna, per dare l’opportunità ai nostri colleghi più giovani di presentare i loro contributi e le loro esperienze.
Sabato mattina si svolgeranno le sessioni dedicate ai protocolli del trattamento dei pazienti con fissatore esapodalico, quando è indicato e perché e una sessione darà spazio alla tematica “dal damage control al trattamento definitivo”.
Un’altra sessione del mattino verterà sull’aproccio anestesiologico coinvolgendo esperti anestesisti che mostreranno tecniche innovative di anestesia locoregionale nell’applicazione dei fissatori esterni e modalità di gestione del dolore nel corso di trattamenti prolungati.
La penultima sessione sarà dedicata a un argomento molto pratico di gestione del fissatore in ambulatorio e ultima all’argomento molto importante e difficile del trattamento dell’osteomielite post traumatica e delle perdite di sostanza ossea con contributi da parte di specialisti in infettivologia.
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