In Italia si stima che le persone con diabete siano circa 3,7 milioni, pari al 6,3% dell’intera popolazione e al 7,7% della popolazione adulta. La distribuzione di questa patologia è, come noto, fortemente crescente per età, tanto che raggiunge picchi di diffusione del 15,5% nella fascia di età 65-74 e supera il 20% tra gli over 85.
Il diabete è in continua crescita nel nostro Paese soprattutto tra gli uomini adulti (6,9% rispetto al 5,7% di donne), con un’inversione di tendenza rispetto a vent’anni fa. Infatti, secondo i dati Istat, nel 2023 la percentuale maggiore di persone con diabete risulta appartenere al genere maschile in tutte le fasce di età a partire dai 45 anni, con un gap di circa 7 punti percentuali a 65-74 anni (19% tra gli uomini contro 12,2% tra le donne). In passato, al contrario, la malattia colpiva maggiormente le donne anziane rispetto ai loro coetanei: nel 2003 il diabete interessava il 13,1% degli uomini e il 14,9% di donne, mentre nel 2023 il 20,5% dei primi e il 15,6% delle seconde.
Questo incremento, se da un lato è dato da un maggior aumento di aspettativa di vita per gli uomini rispetto alle donne, dall’altro è dovuto alla maggior diffusione di obesità e sovrappeso nel genere maschile. Questi sono alcuni dei dati presenti all’interno dell’Italian Barometer Diabetes Report 2025.
«Non si tratta di un fenomeno attribuibile soltanto all’invecchiamento demografico: i tassi standardizzati, che eliminano gli effetti legati alla struttura della popolazione, mostrano un incremento significativo, a conferma di una patologia che si radica sempre più nella nostra società. La prevalenza cresce con l’età, soprattutto tra gli uomini, ma il fatto che negli ultimi anni il diabete inizi a manifestarsi già tra i giovani adulti costituisce un campanello d’allarme che richiama all’importanza della prevenzione e degli stili di vita salutari», spiega il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli.
«È noto che il rischio di sviluppare il diabete aumenta in presenza di obesità e che le due malattie sono spesso correlate. Un altro aspetto che influisce molto è la scarsa attività fisica o la sedentarietà, tanto che la percentuale di persone sedentarie con diabete si attesta al 12,5% rispetto al 7,7% tra coloro che conducono una vita più attiva. Ancora più netto il divario tra le persone con diabete e con o senza obesità, dove si passa dal 17,4% al 9,3%. Il quadro più critico riguarda coloro che presentano entrambe le condizioni – obesità e sedentarietà –, dove la quota di persone con diabete raggiunge il valore massimo di 21,8%», sottolinea Roberta Crialesi di Istat.
Il trend, in ogni caso, è globale. «È preoccupante anche il fatto che quasi la metà dei casi rimangano non diagnosticati, con un picco nei Paesi a medio e basso reddito – scrive nella prefazione del report il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron –. Cresce soprattutto il diabete di tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi in Italia, colpendo maggiormente le fasce più vulnerabili tra cui anziani, persone con obesità o sindrome metabolica, ma sempre più frequentemente anche adolescenti e giovani adulti».








