
La combinazione di Lac, Oxadia, citicolina e vitamine del gruppo B, dopo due mesi di trattamento, riduce i valori di VAS e NPRS del 50% e del 55% rispetto al basale (T0)
Il dolore neuropatico e i disturbi sensitivi rappresentano tra le principali cause di consultazione medica nei pazienti affetti da neuropatie periferiche, poiché compromettono in modo significativo la qualità di vita. Tra le condizioni più frequentemente associate a questa sintomatologia rientrano la lombalgia, la radicolopatia cervicale e la sindrome del tunnel carpale, quadri clinici complessi che richiedono un approccio terapeutico multimodale orientato non solo al controllo del dolore, ma anche alla modulazione dei meccanismi fisiopatologici sottostanti e al rallentamento della progressione del danno nervoso.
Le più recenti evidenze scientifiche indicano la disfunzione mitocondriale come uno dei principali meccanismi patogenetici alla base della neuropatia periferica e del dolore neuropatico. La compromissione della funzione mitocondriale favorisce infatti l’aumento dello stress ossidativo e della neuroinfiammazione, contribuendo alla lesione del nervo periferico, alla sensibilizzazione neuronale e ai processi degenerativi del sistema nervoso periferico (1). Di conseguenza, le strategie terapeutiche orientate al ripristino della funzionalità mitocondriale rappresentano un’opportunità promettente per migliorare l’equilibrio bioenergetico cellulare, contenere la neuroinfiammazione e limitare il danno neuronale (2).
In questo scenario, la nutraceutica si configura come un valido supporto alle terapie convenzionali, offrendo un intervento complementare sui principali meccanismi coinvolti nella patogenesi delle neuropatie periferiche.
Tra i composti bioattivi maggiormente studiati per le loro proprietà neuroprotettive, antiossidanti e antinfiammatorie figurano alcuni riferimenti storici della pratica clinica: acetil-L-carnitina, citicolina, vitamine del gruppo B e, più recentemente, un principio attivo emergente che vanta un’importante letteratura scientifica, Gastrodia elata. Le evidenze precliniche mostrano infatti che Gastrodia elata rappresenta un fitocomplesso particolarmente promettente, in grado di ridurre l’ipereccitabilità neuronale, modulare lo stress ossidativo e migliorare la funzionalità mitocondriale. A tal proposito è stato documentato come Gastrodia da sola e in combinazione con L-Acetilcarnitina, Citicolina e complesso vitaminico B è in grado di agire sui meccanismi molecolari strettamente coinvolti nella capacità di autoriparazione del nervo e quindi di intervenire alla base dei disturbi correlati alle neuropatie periferiche.
L’interesse suscitato da questi risultati sperimentali trova oggi conferma nelle prime evidenze cliniche. Un recentissimo studio di Real World Evidence, pubblicato in aprile del 2026 sulla rivista Nutrients, ha valutato l’efficacia di una formulazione nutraceutica contenente 200 mg di estratto di Gastrodia elata Blume (Oxadia), 1.000 mg di acetil-L-carnitina, 250 mg di citicolina e vitamine del gruppo B in 34 pazienti affetti da radicolopatia e sindrome del tunnel carpale (4).
Endpoint primario dello studio è stato valutare l’impatto del trattamento sull’intensità del dolore percepito, valutato con due scale del dolore di riferimento. Nello studio, sia il punteggio NPRS che il punteggio VAS hanno mostrato una riduzione costante e progressiva del dolore, confermando che l’integratore alimentare, produce un sollievo dal dolore non solo statisticamente significativo ma anche clinicamente significativo. Lo studio ha quindi evidenziato come questa combinazione di attivi si associa a un miglioramento delle prestazioni funzionali e della qualità di vita del paziente.
Bibliografia
1) Mishra Y, Kumar A. Free Radic Biol Med. 2026 Mar 1;245:115-151.
2) Fan YL et al. Pharmacol Res. 2026 May;227:108170.
3) Ferrari S et al. Int J Mol Sci. 2024 Feb 17;25(4):2376.
4) Invernizzi M et al. Nutrients. 2026 Apr 30;18(9):1438.








