Per la Federazione medico sportiva italiana l’attività fisica è una medicina sociale da prescrivere ad ogni età. Intanto l’età anagrafica ha perso di significato e si guarda a quella biologica, calcolabile con il massimo consumo di ossigeno
«La medicina dello sport, caratterizzata dalla cultura della prevenzione, ha come obiettivo la riduzione del rischio. Il nostro sistema sanitario è uno dei migliori al mondo, ma ha dei costi altissimi. È fondamentale, per questo, invertire la tendenza anche per mezzo dell’attività fisica, intesa come medicina sociale». A spiegarlo è Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), dal palco del congresso nazionale della federazione che si è tenuto a Roma a fine marzo. Filo conduttore dei lavori congressuali è stato il tema “Età biologica, età anagrafica”. «Il concetto di età anagrafica, oggi, sta perdendo significato. Ciò che vale è l’età biologica. Mi riferisco in particolare al concetto di capacità funzionale: a parità di parametri clinici, due soggetti gemelli, anche omozigoti, possono avere parametri funzionali diversi. Dunque, oltre al parametro clinico, è fondamentale anche il parametro di funzionalità, un parametro fisiologico, pratico, che la medicina dello sport ben conosce» ha detto Casasco.
Numerose le istituzioni presenti a Roma.
«La medicina sportiva è una branca importantissima, perché coniuga al meglio i concetti di prevenzione e salute – ha detto il ministro della Salute Giulia Grillo –. Il programma del congresso rafforza questa convinzione. Mi piace pensare che un corpo ben allenato sia più giovane della sua età anagrafica. Il medico sportivo è quello che più degli altri dovrà regolare il tenore di vita della persona».
«In virtù del protocollo di intesa firmato, il ministero lavorerà a stretto contatto con la Fmsi per la realizzazione di percorsi di formazione per i giovani a proposito dell’attività sportiva – spiega il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti –. La scuola rivestirà un ruolo importante anche nel contrasto all’abbandono dell’attività sportiva, molto frequente nei ragazzi dai 14 ai 20 anni».
«Il governo è al fianco della Fmsi per costruire un’Italia migliore, basata sulla prevenzione e sull’attività fisica – ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport Giancarlo Giorgetti –. Ho la responsabilità allo sport, però si è capito come diverse materie alla fine si condensino nell’importanza dell’attività sportiva. Siccome il governo cerca di avviare tutti allo sport, dall’età dell’infanzia e con lo strumento della scuola, dobbiamo fare in modo che questo abbandono della pratica non si verifichi».
«L’attività fisica e il miglioramento dello stile di vita non possono essere aspetti riservati solo a chi compete ai massimi livelli – ha detto il sottosegretario Simone Valente –. La percentuale di chi pratica sport in Italia è ancora troppo bassa rispetto agli altri paesi. Il governo non può lasciare da solo chi non sarà campione: tutti hanno diritto di accedere all’attività fisica».
«Siamo una realtà unica con la Fmsi» ha aggiunto il presidente del Coni Giovanni Malagò. Presenti, tra gli altri, il presidente della Federazione internazionale di medicina dello sport Fabio Pigozzi e il presidente della Lega di Serie A Gaetano Miccichè.
Controllo sugli sportivi, modello italiano è il più avanzato d’Europa
Uno degli aspetti fondamentali su cui si basa il lavoro della Fmsi è quello della prevenzione sportiva. «Il modello italiano per il controllo sugli sportivi è il più avanzato d’Europa». Parola di Josep Brugada, professore di Medicina dell’Università di Barcellona e direttore dell’Unità di Aritmia pediatrica all’ospedale San Giovanni di Dio, a Barcellona, e padre della sindrome che porta il suo nome nei casi di morte improvvisa recentemente accostata anche al caso dell’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori, deceduto in una camera d’albergo a Udine prima di una gara di campionato il 4 marzo 2018.
Recentemente, presso la Sala Biagi di Palazzo Lombardia, sono stati presentati anche i nuovi protocolli di cardiologia per il giudizio di idoneità sportiva. «In Italia grazie alla legge dello sport nel 1982, la mortalità degli atleti per morte improvvisa si è ridotta dell’86% in 20 anni – ha spiegato il dottor Alessandro Biffi, responsabile sanitario del team Ferrari, per 35 anni cardiologo al Coni –. La vita al primo posto. Il medico non deve mai farsi influenzare da nessuno. Non si possono cercare medici compiacenti, meglio un figlio vivo che fa qualcos’altro nella vita. Mentre il medico deve andare dritto per la sua strada».
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia

Maurizio Casasco (presidente Fmsi) e Giovanni Malagò (presidente Coni)
ETÀ BIOLOGICA ED ETÀ ANAGRAFICA: DA FMSI UN SEMPLICE PARAMETRO PER VALUTARLA_Cosa significa poter stabilire l’età biologica e l’età anagrafica di un soggetto?
Partiamo da un semplice esempio: due gemelli omozigoti, identici in tutto, con lo stesso patrimonio genetico alla nascita e con gli stessi parametri clinici e genetici. Il primo che nella vita adolescenziale e adulta pratica con continuità esercizio fisico, moderato, ma in modo costante e segue un’alimentazione corretta. L’altro sedentario, che non può, non vuole, non ha tempo per praticare esercizio fisico e la sua alimentazione è disordinata ed eccessiva. Confrontiamoli a 50 anni: il primo in buone condizioni di salute e di peso corporeo. Il secondo in sovrappeso con problematiche osteoarticolari, possibili danni cardiaci e così via, e forse con lo spettro del diabete tipo 2 e un futuro a rischio.
Ma come possiamo valutare queste differenze?
Il risultato di anni di valutazione e di analisi di numerosissimi atleti ha permesso di identificare nel parametro VO2max, il massimo consumo di ossigeno, un parametro semplice e chiave per la valutazione dell’età biologica e dello stato di salute dell’individuo. Il VO2max è l’espressione della funzionalità globale e integrata del complesso cuore-polmone-muscolo: ovvero l’espressione della condizione fisica, in ogni sua accezione, dell’individuo negli anni. Se il VO2max di un cinquantenne è pari a quello medio di un sessantenne, pur con valori clinici similari, questa è approssimativamente la sua età biologica: 60 anni. Comunque reversibile con l’esercizio fisico. Al contrario, se è pari a quello di un quarantenne, significa che ha una vita attiva, con esercizio fisico e minore probabilità di avere future malattie. La misurazione del VO2max e il delta tra l’età biologica e anagrafica e la sua interpretazione sono oggi oggetto di studio della Fmsi e suggeriscono anche una riflessione e un’ipotesi sulla dibattuta questione sociale dell’età del pensionamento e anche sulle polizze vita delle compagnie assicurative. Entrambi oggi determinate su calcoli elaborati solo su base statistica delle aspettative di vita, e non su base scientifica, nel determinare l’età biologica, anche in funzione di lavori più o meno usuranti. Due lavoratori di pari età anagrafica (pur con lavori sia simili sia totalmente diversi) potrebbero avere la stessa età biologica o una età biologica totalmente diversa sulla base del rischio lavorativo, a parità di stili di vita extralavorativi. E, quindi, stati di salute totalmente diversi e pertanto logiche per la determinazione dell’età del pensionamento diverse, ma basate quindi anche su dati individuali relativi allo stato di salute. Ne conseguirebbe anche una maggiore equità sociale e gli studi che la Fmsi sta svolgendo testimoniano il ruolo sociale e non solo sportivo della Federazione medico sportiva italiana.
Maurizio Casasco
Presidente Fmsi








