
Stefano Petrillo
La sostituzione protesica del ginocchio è una chirurgia sempre più diffusa nella pratica clinica, con risultati oramai standardizzati, con un ripristino della funzione articolare, un ritorno alle attività usuali e una buona soddisfazione da parte della maggioranza dei pazienti.
Negli ultimi anni, il miglioramento degli esiti è passato per l’introduzione di nuove tecnologie, tra cui la navigazione, la patients specific instrumentation, la realtà aumentata e la chirurgia robotica. «Tuttavia, tali innovazioni nascono e si basano su principi “tradizionali”, che si sono evoluti e stabilizzati negli anni con la chirurgia convenzionale» commenta Stefano Petrillo, ortopedico presso il Centro di Chirurgia Protesica dell’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano, che ha organizzato per venerdì 9 ottobre il convegno “Tradizione e innovazione nella chirurgia protesica del ginocchio”. Il convegno, che distribuisce crediti Ecm, è ad iscrizione gratuita e gode dei patrocini Siot, Siagascot, Eks, Esska e Pas.
«L’obiettivo di questo incontro – spiega Petrillo – è quello di fornire lo stato dell’arte e le evidenze attuali dell’efficacia e sicurezza dei nuovi sistemi tecnologici e contestualmente delle metodologie già stabilizzate negli anni, sia nella chirurgia protesica moncompartimentale che totale del ginocchio, attraverso l’interazione fra chirurghi che hanno esperienza sia delle tecniche tradizionali che di quelle legate alle nuove tecnologie. Inoltre analizzeremo con particolare attenzione i percorsi di gestione dei pazienti candidati a protesi di ginocchio».
Il convegno riunirà i migliori chirurghi italiani del ginocchio e si segnalano in particolare due letture magistrali: quella di Sergio Romagnoli sull’evoluzione della chirurgia protesica del ginocchio negli ultimi 40 anni e quella di Pietro Randelli su come ha cambiato la sua pratica chirurgica nelle protesi totali del ginocchio, naturalmente nell’ottica delle nuove tecnologie.
CONSULTA IL PROGRAMMA SCIENTIFICO








