Una nuova ricerca condotta dalla Edith Cowan University (Australia) ha rivelato risultati sorprendenti negli atleti sottoposti a ricostruzione del legamento crociato anteriore (Lca), con potenziali implicazioni sul ritorno all’attività sportiva.
Secondo i ricercatori l’infortunio e l’intervento di ricostruzione chirurgica possono determinare una inibizione muscolare artrogenica (Ami, arthrogenic muscle inhibition). «L’Ami è sostanzialmente una disfunzione globale dei muscoli che circondano il ginocchio, e uno dei fattori è la compromissione dell’attivazione volontaria massimale, ovvero la capacità dell’atleta di attivare completamente i propri muscoli. Normalmente, le persone riescono ad attivare la maggior parte della muscolatura, ma chi subisce lesioni articolari o presenta condizioni come osteoartrosi o Ami non è in grado di attivare pienamente i muscoli vicini all’articolazione lesa», ha spiegato Colin Sylvester, uno degli autori dello studio.
Durante lo studio, Sylvester ha condotto test di stimolazione cerebrale su atleti con rottura completa del Lca, sia prima sia dopo l’intervento chirurgico, per indagare cosa accade nei percorsi cerebrali e nella via che collega il cervello ai muscoli. La ricerca ha evidenziato che alcuni circuiti cerebrali diventano più attivi già a partire da due settimane dopo la ricostruzione del Lca. Questi cambiamenti possono influenzare l’attivazione volontaria massimale dell’atleta. «La nostra ricerca ha evidenziato che la connessione dal cervello ai muscoli non mostrava differenze significative dopo l’intervento, ma le vie di inibizione e facilitazione all’interno del cervello, che influenzano quella connessione, risultavano entrambe molto più attive post-chirurgia. Questo significa che il cervello lavora molto di più dopo l’intervento rispetto a prima, e ciò potrebbe essere associato ad alcuni deficit di attivazione volontaria che osserviamo».
«Per gli atleti, l’incapacità di attivare completamente i muscoli può influire sulla rapidità e sull’efficacia con cui possono tornare al livello di prestazione sportiva o di fitness raggiunto prima della lesione del Lca», spiega Sylvester.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia








