Alle donne in post-menopausa vengono frequentemente somministrati integratori di calcio e vitamina D, con la speranza che aiutino a prevenire l’osteoporosi e il rischio di fratture. Alcuni studi hanno suggerito un certo beneficio, ma i risultati complessivi sono stati eterogenei e variabili a seconda dei fattori individuali e del dosaggio dei supplementi. Inoltre, non sono del tutto note le possibili conseguenze sulla salute generale di un trattamento a lungo termine.
Per fare chiarezza su questo aspetto, un gruppo composto da un gran numero di ricercatori statunitensi di diversi atenei ha condotto un ampio studio randomizzato multicentrico su 36.282 donne in post-menopausa senza storia di cancro al seno o al colon-retto, seguite con un follow-up di sette anni.
I risultati, da poco pubblicati su Annals of Internal Medicine, mostrano un’associazione tra l’uso di integratori di calcio e vitamina D tra le donne in post-menopausa e il rischio ridotto di mortalità per cancro, ma con un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari.
Dopo aver assegnato le partecipanti in modo randomizzato a un gruppo che ha ricevuto a frequenza giornaliera gli integratori con calcio e vitamina D (1000 mg di calcio carbonato e 400 UI di vitamina D) oppure a un altro gruppo a cui è stata somministrata una sostanza placebo, i ricercatori statunitensi hanno poi preso in esame, a distanza di diversi anni, l’incidenza del cancro, la mortalità specifica e quella per tutte le cause, le malattie cardiovascolari e le fratture dell’anca.
La mortalità per tutte le cause è stata simile nei due gruppi e lo stesso è avvenuto riguardo agli altri parametri considerati. Tuttavia, come si diceva, si sono riscontrate differenze sulle cause dei decessi: se il rischio di cancro è stato del 7% inferiore, i decessi per malattie cardiovascolari sono stati maggiori del 6% nelle donne che avevano assunto integratori.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








