Soprattutto in una situazione di scarsità di Dpi e mascherine, è fondamentale ottimizzarne l’uso. Così l’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) raccomanda di scegliere la giusta tipologia a seconda delle attività che si svolgono e di alcune specifiche necessità.
Mascherina chirurgica: deve essere utilizzata da tutta la popolazione quando si ha necessità di uscire di casa. Per gli operatori ospedalieri, infermieri e medici, quando non in reparto, Waidid raccomanda di utilizzare la mascherina chirurgica per contrastare al massimo la diffusione del contagio.
FFP3: necessaria per gli operatori sanitari che operano in aree di degenza con procedure o setting a rischio di generazione di aerosol (1). L’aerosol è quello generato da pazienti Covid19 durante ad esempio intubazione, tracheotomia e ventilazione forzata. Ma anche durante altre procedure mediche, come ad esempio quelle odontoiatriche.
FFP2 con valvola di esalazione: necessaria per i soccorritori e il personale del triage, perché a contatto con persone potenzialmente contagiate. La valvola è di supporto a chi è costretto a utilizzarla a lungo tempo in presenza di pazienti potenzialmente malati.
FFP2 senza valvola: adatta a proteggere medici di medicina generale e guardia medica.
In alternativa, potranno utilizzare quella con valvola, ma si consiglia di porvi sopra una mascherina chirurgica così da limitare la diffusione della propria esalazione dalla valvola. Deve essere inoltre indossata dalle forze dell’ordine in caso di emergenza e ausilio ai soccorritori.
Mascherina chirurgica per tutta la popolazione
Tornando alla mascherina chirurgica, sinora non è stato suggerito da parte delle autorità sanitarie italiane un suo utilizzo diffuso tra la popolazione, almeno in assenza di sintomi. Forse anche per non incentivare da parte dei cittadini la ricerca spasmodica di questi dispositivi, che già arrivano con il contagocce agli operatori sanitari.
L’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) suggerisce però d’ora in avanti un approccio differente: «Scoraggiare l’utilizzo diffuso della mascherina chirurgica è errato e contribuisce a generare confusione nell’opinione pubblica che, oggi più di ieri, ha bisogno di essere rassicurata attraverso corrette informazioni e indicazioni univoche sugli accorgimenti da adottare per impedire il contagio e contrastare la diffusione del Covid9 – spiega Susanna Esposito, presidente Waidid e professore ordinario di Pediatria all’Università di Parma –. Il fatto che le mascherine siano difficilmente reperibili e che le scorte limitate siano correttamente destinate ai medici e agli infermieri che operano nel contesto sanitario non ci autorizza a sottovalutare il ruolo di barriera che, a tutti gli effetti, la mascherina chirurgica ricopre, soprattutto dopo le evidenze provenienti dalla Cina e dai Paesi limitrofi. Ovviamente chi è positivo per Covid19 deve rimanere isolato fintantoché il tampone non si sia negativizzato e non può assolutamente uscire neanche con la mascherina. In chi sta bene, invece, la mascherina chirurgica è fondamentale per prevenire la potenziale trasmissione asintomatica o presintomatica (2, 3)».
Attualmente l’Oms raccomanda l’utilizzo della mascherina in presenza di sintomi respiratori o se ci si sta prendendo cura di una persona con sintomi. Ma secondo la presidente di Waidid non basta, perché il nuovo virus Sars-CoV-2 può essere trasmesso da 1 a 2 giorni prima della manifestazione dei sintomi. Dunque, se la comunità tutta, medici e operatori sanitari in prima linea ma non solo, indossasse la mascherina coprendo naso e bocca, la propagazione del virus incontrerebbe di certo un importante ostacolo, come indicato dalle autorità sanitarie di Hong-Kong (4).
In attesa che la produzione di mascherine raggiunga livelli sufficienti, gli sforzi andrebbero concentrati sulla popolazione più fragile: «Le autorità sanitarie – conclude Susanna Esposito, specializzata in pediatria e in malattie infettive – dovrebbero comunque essere in grado di garantirle almeno a quella parte più fragile della popolazione (over 65, persone con pneumopatie, cardiopatie, diabete e immunodepresse) maggiormente a rischio di complicanze gravi da Covid19. Sarebbe, inoltre, opportuno formulare raccomandazioni ufficiali e una comunicazione appropriata sull’uso delle mascherine come quelle già fornite per altre misure preventive, come l’igiene delle mani. Pensando al futuro e alla “nuova normalità”, è assolutamente necessario considerare che le mascherine chirurgiche dovranno fare parte del nostro guardaroba quotidiano».
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Bibliografia
1. Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da Sars-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da Covid-19) nell’attuale scenario emergenziale Sars-CoV-2. Gruppo di lavoro Iss Prevenzione e Controllo delle Infezioni, 28 marzo 2020.
2. Feng S, Shen C, Xia N, Song W, Fan M, Cowling BJ. Rational use of face masks in the Covid-19 pandemic. Lancet Respir Med. 2020;S2213-2600(20)30134-X.
3. www.sciencemag.org/news/2020/03/would-everyone-wearing-face-masks-help-us-slow-pandemic
4. Hong-Kong Centre for Health Protection. Coronavirus Disease 2019 (Covid-19). www.chp.gov.hk/en/index.html









