Essere un’atleta d’élite comporta grandi sfide, ma aggiungere una gravidanza alla routine sportiva può farle aumentare ulteriormente. Le difficoltà nascono non solo dai messaggi contrastanti sulla sicurezza dell’allenamento durante la gravidanza, ma anche dalla scarsa assistenza offerta da allenatori, operatori sanitari e organismi di regolamentazione.
Ora, una nuova ricerca della University of South Australia ha scoperto che, contrariamente alle preoccupazioni comuni, le atlete d’élite spesso riportano meno disturbi legati alla gravidanza (rispetto alle donne non atlete) e, spesso, migliorano le loro prestazioni sportive dopo il parto.
In particolare, lo studio ha rilevato che le atlete d’élite presentano meno disturbi comuni durante la gravidanza e il parto rispetto alle donne non atlete, sfatando il mito secondo cui un allenamento intenso durante la gravidanza potrebbe portare a esiti negativi per la madre e il bambino.
Queste atlete inoltre possono aspettarsi prestazioni atletiche simili o migliorate dopo la gravidanza, poiché le atlete post-parto mostrano un significativo aumento del consumo massimo di ossigeno, essenziale per gli sport di resistenza. E durante la gravidanza danno priorità alla qualità rispetto alla quantità degli allenamenti, migliorando così le prestazioni e riducendo il rischio di sovrallenamento e infortuni.
«Per molto tempo, le atlete hanno vissuto con l’incertezza su come conciliare gravidanza e sport d’élite. Hanno ricevuto messaggi contrastanti su sicurezza e allenamento e hanno sentito la pressione di conformarsi alle norme sociali legate alla maternità. Di conseguenza, molte hanno scelto di terminare la loro carriera sportiva» ha commentato la ricercatrice Brooke McGregor. In questa ricerca gli autori si sono concentrati sulla comprensione delle esperienze delle atlete d’élite durante la gravidanza e la maternità, individuando esempi concreti di piena conciliabilità tra le due cose, come è stato per la calciatrice professionista australiana Katrina Gorry.
Questo studio qualitativo mette in luce le sfide affrontate dalle atlete madri e offre preziose indicazioni a allenatori, sponsor, operatori sanitari, professionisti dell’esercizio fisico, ricercatori, organizzatori di gare e organismi sportivi di regolamentazione per un supporto più efficace alle atlete durante la maternità.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia








