Sarà capitato di sentirci rivolgere da certi pazienti – magari con l’aria disincantata di chi vuole sdrammatizzare il proprio handicap – la seguente domanda: «Perché si chiamano bastoni canadesi?». E se prima non ce lo siamo chiesti noi, rispondere a tono con una spiegazione plausibile potrebbe procurarci un certo imbarazzo. La sostanza non cambia. Si tratterebbe solo di soddisfare una piccola curiosità.
In questo caso, tuttavia, si ha la sensazione di inoltrarsi in un campo già inutilmente esplorato. Lungo il percorso della storia si trovano testimonianze certe, di nomi, date e luoghi; anche di iconografia. Nulla però che possa ricondurre in maniera altrettanto documentata al Canada o a un suo cittadino.
Parliamo ovviamente dei bastoni, o stampelle, con appoggio antibrachiale. Il primo a progettarli fu il francese Emile Schlick, nel 1915. Era un ingegnere di Nancy; ritenne necessario che ci si affidasse a supporti più maneggevoli e meno ingombranti rispetto alle abituali grucce ascellari, sulle quali peraltro gravava il rischio di dolore alle spalle o di disturbi da compressione vascolo-nervosa. Ideò un bastone verticale più corto, con una porzione superiore inclinata in dietro, delimitata in basso da una impugnatura e all’altra estremità da un semianello metallico per l’appoggio all’avambraccio (a sinistra, il disegno originale).
Paternità francese, ma produzione statunitense, da parte di una ditta dello stato del New England. La Prima guerra mondiale fece la fortuna della sua iniziale diffusione, come può illustrare un manifesto propagandistico di quell’epoca (immagine al centro): un soldato britannico in uniforme da convalescente, che con un piede bendato si regge sulle stampelle; fanno da contorno le bandiere di Francia e Regno Unito, scene di guerra sullo sfondo.
Toccò poi alla Seconda guerra mondiale favorire in qualche modo il successo – diremmo definitivo – del modello antibrachiale, grazie ad Anders Lofstrand, proprietario di un’azienda manifatturiera nel Maryland (Usa). Concepì modifiche migliorative a quell’esemplare di bastone: la più importante consisteva nella possibilità di regolare in lunghezza sia la porzione dell’avambraccio che l’asse inferiore, così da adattarle alla statura di ciascun individuo (a destra, il disegno originale). La richiesta del brevetto venne depositata nel 1945, ma fu accettata solo dieci anni dopo, quando ormai il suo inventore era prossimo a una prematura morte. La terminologia anglofona gli avrebbe poi riconosciuto l’eponimo “Lofstrand crutches”.
E allora, perché “bastoni canadesi”? Forse per via della loro notevole diffusione in Canada? O perché furono i soldati canadesi tra i primi maggiori utilizzatori? Restano solo ipotesi e un mistero, uno di quelli che talora si accompagnano a certe attribuzioni. Intanto però, all’eventuale domanda del paziente, qualcosa potremo rispondere.








