
Massimiliano Boggetti
Nasce in Confindustria una nuova federazione: la Confindustria dispositivi medici. L’obiettivo è di riunire l’intero mondo delle imprese di dispositivi medici e dare voce a un mercato in espansione, composto anche dalle nuovissime categorie di prodotti che stanno entrando in questi ultimi anni nella medicina e nella vita delle persone. Si tratta di un milione e mezzo di dispositivi medici che vanno dalle attrezzature chirurgiche alle grandi apparecchiature diagnostiche, dai test di laboratorio a quelli genetici per predire alcune patologie, dai software per il monitoraggio dei parametri vitali grazie alla telemedicina alle app mediche, dalle protesi dentali agli ausili sanitari. Ma sono dispositivi medici anche i biosensori, la robotica o l’intelligenza artificiale applicata alla salute, oltre alle stampanti 3D che un giorno permetteranno di stampare tessuti umani o interi organi e magari usarli per i trapianti. Una rivoluzione che le imprese del settore presenti in Italia stanno contribuendo a realizzare, accogliendo le sfide della salute 4.0.
«L’industria dei dispositivi medici sta contribuendo in modo significativo all’evoluzione della medicina moderna – ha dichiarato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia –. La white economy rappresenta non solo un’opportunità di sviluppo dei moderni sistemi sanitari, ma anche un investimento in termini economici e occupazionali. Si tratta di un settore ad alto potenziale sul quale il governo dovrebbe puntare incentivando lo sviluppo di asset strategici come la ricerca biomedica in grado di generare investimenti e fiducia nel Paese».
Nel suo complesso il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti. Per la prima volta così l’intera industria dei device viene rappresentata da un’unica associazione di categoria che riunisce tutte le imprese che producono dispositivi medici, così come saranno classificati e disciplinati dai nuovi regolamenti europei a partire dal 2020.
«Confindustria dispositivi medici sarà la casa comune di tutte le imprese che operano nel settore dei dispositivi medici – ha dichiarato il neoletto presidente Massimiliano Boggetti –. Essa sarà più rappresentativa del diversificato mondo in cui eticamente operiamo grazie a un mix di competenze che creano contaminazione e valore, sarà capace di comunicare il valore che le nostre innovazioni tecnologiche portano alla medicina moderna, sarà motore e attore principale della rivoluzione della salute 4.0 e della medicina del futuro, una medicina che migliorerà e allungherà la vita dei cittadini in modo sostenibile. L’industria dei dispositivi medici, e più in generale la white economy che rappresenta oltre il 10% del Pil italiano, hanno tutte le caratteristiche per essere il punto di slancio del nostro Paese e lavoreremo con forza in questa direzione».
Boggetti, 48 anni, laureato in biologia molecolare presso l’Università di Milano, è amministratore delegato e direttore generale di Sebia Italia e presidente di Interlab dal 2017. È stato presidente di Assobiomedica ed è membro del consiglio generale di Confindustria.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia








