Il Policlinico Abano di Abano Terme ha comunicato che l’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia ha eseguito i primi impianti in Italia di protesi di rivestimento con accoppiamento articolare interamente in ceramica mediante accesso anteriore mininvasivo.
L’équipe diretta dal dottor Antonio Camporese ha trattato due pazienti, un uomo di 54 anni e una donna di 52, affetti da coxartrosi avanzata. Entrambi sono stati dimessi tre giorni dopo l’intervento e hanno iniziato il percorso riabilitativo.
La protesi di rivestimento, indicata in pazienti selezionati, giovani e con elevata richiesta funzionale, rappresenta un’alternativa alla protesi totale d’anca poiché preserva la maggior parte della testa e del collo femorale, sostituendo esclusivamente le superfici articolari danneggiate. La novità è rappresentata dall’impiego della H1 Hip Resurfacing (Zimmer Biomet), la prima protesi di rivestimento con accoppiamento articolare completamente in ceramica. Il materiale ceramico offre un’elevata resistenza all’usura, buona biocompatibilità e, a differenza delle precedenti protesi metallo-metallo, non determina il rilascio di ioni metallici.
L’impianto viene eseguito mediante accesso anteriore, che limita il danno ai tessuti molli e può favorire un recupero funzionale più rapido. La fissazione è di tipo press-fit, senza cemento, per consentire l’osteointegrazione dell’impianto.
«La protesi di rivestimento in ceramica permette di conservare gran parte del patrimonio osseo femorale, mantenendo un’anatomia più fisiologica rispetto alla protesi totale d’anca – spiega Camporese –. La ceramica è caratterizzata da un’usura estremamente ridotta, elevata biocompatibilità e stabilità chimica; inoltre non rilascia ioni metallici, superando una delle principali criticità associate alle storiche protesi metallo-metallo».
Secondo i dati Pne 2025, il Policlinico Abano è il primo centro del Veneto per volume di protesi d’anca, con 1.007 interventi eseguiti nel 2024, di cui 903 per patologia degenerativa artrosica








