
Roberto Castricini
A partire dalle necessità di un caso clinico è stata studiata una nuova lega per la costruzione di una protesi inversa di spalla. In generale l’allergia ai metalli nella popolazione è stimata essere attorno al 10%
Lo sorso settembre, a Villa dei Pini, una casa di cura (del Gruppo Santo Stefano – Kos) di Civitanova Marche, è stata impiantata una protesi di spalla unica al mondo, realizzata ad hoc con una speciale lega in titanio, alluminio e niobio. La scelta di un materiale inusuale in chirurgia ortopedica si è resa necessaria perché i chirurghi si sono trovati a intervenire su una paziente che soffriva di artrosi alla spalla e che presentava un raro caso di intolleranza al vanadio, elemento contenuto nelle protesi in lega di titanio impiegate comunemente. A eseguire l’intervento è stato Roberto Castricini, chirurgo ortopedico dell’équipe del professor Raul Zini.
Dottor Castricini, che tipo di intervento avete eseguito? E quali sono oggi le condizioni della paziente?
Abbiamo eseguito un intervento di artroprotesi inversa di spalla in una paziente con un grave problema artrosico che le procurava dolore e perdita di movimento, con deficit funzionale dell’arto.
L’intervento ha dato i risultati sperati: a distanza di quattro mesi la paziente non ha dolore, ha un buon recupero funzionale, con una qualità della vita sovrapponibile al lato sano. Non sono previsti follow-up particolari se non quelli standard.
Ci ricorda come mai si è dovuto ricorrere a una protesi “su misura”?
L’esigenza di questa nuova protesi è nata dal fatto che ci siamo trovati di fronte a una paziente con svariate allergie tra cui una, piuttosto rara, al vanadio, che necessitava di una protesi di spalla. Purtroppo tutte le protesi inverse presenti in commercio contengono quantità più o meno importanti di vanadio, che ne precludeva l’utilizzo nel caso specifico. Abbiamo quindi contattato varie aziende per avere la disponibilità a studiare una lega metallica senza vanadio, ma con requisiti meccanici e di biocompatibilità invariati.
Dopo sei mesi di lavoro, la Depuy-Synthes, divisione medica della Johnson&Johnson, ha prodotto questa nuova lega di titanio, alluminio e niobio che rispondeva ai requisiti richiesti e con cui ha costruito i componenti della protesi da impiantare. Il vantaggio di questo intervento è l’aver studiato una nuova lega metallica senza vanadio da utilizzare nella costruzione di protesi di vario tipo da utilizzare in chirurgia ortopedica e non.
Quindi dall’esigenza di un singolo paziente si è studiata una lega che potrà essere utilizzata in altre situazioni. Qual è il quadro delle allergie alle protesi oggi?
L’allergia ai materiali metallici è attualmente una problematica importante e frequente per il chirurgo ortopedico che si trova ad affrontare l’intervento di protesizzazione articolare. L’allergia è un fenomeno in aumento, per via di una generalizzata risposta del sistema immunitario verso antigeni inquinanti dell’atmosfera, implicati ad esempio nello sviluppo di asma allergica o in seguito a stimolazione di allergeni che possono rendere ragione delle dermatiti da contatto.
Le protesi articolari sono costituite da superfici di scorrimento che inevitabilmente producono, durante il torchio articolare, attrito: a seconda dei materiali di cui sono composte queste possono infatti più o meno rilasciare particelle che innescano una reazione infiammatoria (locale o generalizzata) o una reazione allergica. È stato stimato che l’allergia ai metalli, soprattutto al nichel, si attesta intorno al 10-12% dei pazienti con percentuali variabili superiori al 17% nelle donne e al 3% negli uomini. Una percentuale minore, circa il 3% della popolazione, presenta allergia al cromo e al cobalto. Occasionalmente anche il titanio, il vanadio e alcuni costituenti del cemento sono stati riportati come responsabili di reazioni allergiche.
Nonostante siano molto impiegati anche i materiali sopraccitati, il metallo più frequentemente utilizzato nelle applicazioni medicali, specialmente negli impianti endossei, è il titanio puro o in lega. Il suo utilizzo è giustificato dalle caratteristiche di biocompatibilità, che lo rendono il più adatto nel campo delle endoprotesi articolari. Esiste una sola lega a base di titanio utilizzata in campo ortopedico: Ti6Al4V, ovvero titanio con aggiunta di alluminio (Al) al 6% e vanadio (V) al 4%. Con una protesi di spalla interamente costituita in Ti6Al4V si possono trattare dunque i pazienti con la più frequente delle intolleranze metalliche: quella al nichel. Nel caso di pazienti allergici anche al vanadio questa lega non può essere utilizzata e da qui è nata la necessità di studiare una nuova lega.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








