Per Eugenio Boux la competitività tra strutture non è funzionale a un ottimale funzionamento della rete traumatologica. E nella ricostruzione articolare Paolo Rossi ammette che la scelta del trattamento tra biologico e sostitutivo è molto difficile in alcuni sottogruppi di pazienti
Si apre venerdì 28 ottobre al centro congressi Lingotto di Torino il congresso numero 101 della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot). I due presidenti del congresso sono Eugenio Boux e Paolo Rossi, registi di un programma scientifico che quest’anno si è focalizzato sulla rete traumatologica e sulla ricostruzione articolare.
Si cerca nel primo caso di dimostrare la possibilità di coniugare il contenimento dei costi con il raggiungimento di risultati di salute predefiniti e compatibili con le risorse disponibili, con modelli già efficienti come la rete dell’emergenza-urgenza e la rete oncologica.
Riguardo alla ricostruzione articolare, viene dato ampio spazio alla prevenzione e alla cura delle patologie degenerative articolari nei vari stadi di gravità, cercando di chiarire quando, perché e come effettuare un atto medico. Vengono inoltre definiti percorsi diagnostico-terapeutici al fine di ottimizzare le cure per i pazienti.
Ma i contenuti del congresso non si limitano a questo: come ogni anno il programma è arricchito e qualificato dalle sessioni delle società superspecialistiche e poi anche dai corsi d’istruzioni (ben nove in programma), dall’Efort Forum, dall’Sos medico-legale e altro ancora. E il congresso Siot come ogni anno è il momento di riunione di tutto il movimento ortopedico nazionale, l’occasione in cui incontrare colleghi da tutta Italia e dare un’occhiata alle novità tecnologiche proposte dalle aziende del settore.
Tabloid di Ortopedia ha incontrato Eugenio Boux e Paolo Rossi alla vigilia del congresso per un approfondimento dei due temi al centro del dibattito.
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Leggi l’intervista ad Eugenio Boux
Leggi l’intervista a Paolo Rossi








