Caso clinico
Anna è una signora di 55 anni che vive in Liguria insieme a suo marito e a due figli laureandi. Gode di buona salute e non ha mai subito interventi chirurgici.
Da circa due mesi soffre di vertigini posizionali, che l’hanno costretta a consultare un otorinolaringoiatra: nonostante le manovre ad hoc, il problema non è stato risolto.
Circa una settimana fa, durante uno di questi episodi, ha perso l’equilibrio andando a sbattere con il torace sul tavolo della sala: il dolore è stato acuto e ingravescente in regione claveare destra, per cui ha deciso di recarsi in pronto soccorso.
La diagnosi, dopo radiografia (RX) e tomografia computerizzata (TC) basale, è stata quella di frattura del tratto prossimale della clavicola destra, con associata tumefazione dei tessuti molli adiacenti.
Quesiti diagnostici
(vi è solo una risposta corretta per ogni quesito)
1) Nella RX1 mirata alla clavicola, la frattura prossimale claveare destra:
– è ben evidente
– è appena intuibile come interruzione del profilo corticale inferiore
– non si vede per nulla
– nessuna delle precedenti
2) Nella RX1 mirata alla spalla, la frattura prossimale claveare destra:
– è ben visibile sul profilo corticale superiore e inferiore, senza ingranamento
– è ben visibile sul profilo corticale superiore e inferiore, con possibile ingranamento
– è visibile solo sul profilo corticale superiore
– è visibile solo sul profilo corticale inferiore
3) Nella RX1, è definibile con chiarezza il grado di scomposizione ventro-dorsale della frattura?
– no
– sì
– solo nella radiografia claveare pura
– nessuna delle precedenti
4) Nella TC, finestra per osso, la frattura claveare prossimale è:
– obliqua, con evidente sovrapposizione dei monconi e dislocazione mediale del distale
– verticale, con lieve sovrapposizione dei monconi
– obliqua, con evidente sovrapposizione dei monconi e dislocazione laterale del distale
– nessuna delle precedenti
5) Nella TC, finestra per tessuti molli, la tumefazione sopra il focolaio di frattura è:
– un ematoma sottocutaneo
– un ematoma sottofasciale extramuscolare
– un infarcimento ematico del muscolo sternocleidomastoideo, associato a piccolo ematoma sottofasciale
– nessuna delle precedenti
6) L’eventuale rifornimento attivo dell’ematoma si studia meglio con:
– ecografia con mdc
– RM con mdc
– TC con mdc
– scintigrafia
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Quesito diagnostico a cura di Giorgio Castellazzi








