A vent’anni dalla sua fondazione, l’Italian Sarcoma Group si riunisce a Roma (Centro Congressi Roma Eventi Fontana di Trevi) venerdì 8 e sabato 9 aprile per il consueto incontro annuale. Sotto la guida di Piero Picci, presidente della società scientifica, quest’anno verrà aggiornato lo stato dell’arte nel trattamento dei sarcomi e si discuterà sui protocolli scientifici dell’Italian Sarcoma Group attualmente in corso.
Nell’ambito dei tumori rari, i sarcomi in costituiscono un problema di interesse sociale particolarmente importante colpendo una fascia di età ampia che si estende da quella pediatrico-evolutiva (soprattutto per i sarcomi dell’osso) a quella adulta e che unisce quindi gli sforzi degli oncologi, dei chirurghi oncologi pediatri e di quelli che si occupano dell’età adulta.
«La patologia oncologica muscolo scheletrica presenta peraltro spesso, rispetto ad altre sedi anatomiche, una particolare difficoltà nell’inquadramento diagnostico e richiede un particolare scambio di informazioni tra clinica, imaging e caratterizzazione istologica – spiegano Virginia Ferraresi e Roberto Biagini dalla segreteria scientifica dell’evento –. Inoltre le più sofisticate tecniche di imaging, inclusi esami metabolici quali la Pet, potranno aiutare gli oncologi a selezionare precocemente pazienti responsivi che più si avvantaggiano di un trattamento pre-operatorio e aiutare il clinico nella valutazione della risposta ai trattamenti medici nella malattia metastatica. Le nuove frontiere della radiologia e la ricerca traslazionale con l’identificazione di nuovi target terapeutici – hanno continuato i due esperti – rappresentano sicuramente due campi innovativi e in forte sviluppo nei sarcomi e riceveranno in questo convegno una particolare attenzione».
Un corso sui sarcomi del retroperitoneo
Pochi giorni dopo la riunione del gruppo, lunedì 18 e martedì 19 aprile, è poi in programma presso l’Istituto nazionale dei tumori di Milano il corso “Retroperitoneal sarcoma surgery”, interamente dedicato alla chirurgia dei sarcomi retroperitoneali. «I sarcomi del retroperitoneo costituiscono una patologia rara, con un’incidenza in Italia stimata pari a circa 300 nuovi casi l’anno e la chirurgia ne costituisce il trattamento fondamentale – spiega Alessandro Gronchi, responsabile scientifico del corso –. Negli ultimi dieci anni la strategia terapeutica si è evoluta, con il risultato di avere oggi un nuovo standard di trattamento che prevede un approccio chirurgico con associata resezione multiviscerale nella maggior parte dei casi. Tale tipo di intervento – continua l’esperto – garantisce infatti un significativo miglioramento dell’outcome oncologico e della sopravvivenza dei pazienti. Per questo, esso è oggi riconosciuto come il trattamento di scelta nelle linee guida internazionali. Nondimeno, tale approccio rende indispensabili sia una conoscenza specialistica della biologia delle entità istologiche che fanno parte dei sarcomi del retroperitoneo, sia una specifica esperienza di tecnica chirurgica».
I partecipanti potranno accedere direttamente alla sala operatoria e partecipare agli interventi chirurgici. La parte teorica affronterà il valore dell’approccio multidisciplinare e gli aspetti di tecnica chirurgica specifici.
Rachele Villa
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