Pubblicati da Agenas i dati del primo e attesissimo rapporto annuale sulle denunce dei sinistri in sanità: hanno una frequenza media di circa 20 ogni 10mila dimissioni. Tempi lunghi per le cause intentate: quasi quattro anni per arrivare a conclusione
L’Agenas ha recentemente pubblicato il primo e attesissimo rapporto annuale sulle denunce dei sinistri in sanità, il quale analizza i dati della quasi totalità delle Regioni e Province autonome (20 su 21). «Il lavoro, realizzato dall’Osservatorio nazionale sinistri gestito da Agenas – riporta una nota dell’Agenzia – rappresenta una tappa fondamentale nel percorso informativo e formativo avviato dall’Agenas in collaborazione con il ministero della Salute e il Comitato tecnico delle Regioni per la sicurezza del paziente. Sono 21 gli indicatori sulla base dei quali sono stati organizzati ed elaborati i dati forniti dalle strutture sanitarie pubbliche per l’anno 2014».
I criteri adottati dalle Regioni
Oggetto della rilevazione sono le richieste di risarcimento danni pervenute alle strutture sanitarie pubbliche, le denunce cautelative effettuate dalle stesse e le notifiche di atti giudiziari civili e penali avanzate nei confronti delle strutture in questione.
Analizzati gli indicatori ed elaborati i dati forniti relativi ai costi delle spese legali e amministrative sostenute dalle strutture sanitarie pubbliche per la gestione delle denunce di sinistri, si ottiene una fotografia dettagliata in materia di sinistri e malpractice nell’assistenza sanitaria pubblica.
Alcune Regioni hanno adottato un sistema di gestione diretta dei sinistri, prevedendo quindi speciali accantonamenti nel Fondo sanitario regionale (tra queste Toscana, Basilicata, Liguria e alcune aziende sanitarie dell’Emilia Romagna). Questo modello prevede l’affidamento della gestione dell’evento dannoso alle aziende sanitarie di competenza, conferendo quindi la trattazione e la liquidazione dei danni alla compagnia assicurativa del paziente coinvolto dal sinistro.
La regione Valle d’Aosta e le Provincie autonome di Trento e di Bolzano, invece, hanno optato per il ricorso alla polizza assicurativa (anche Lombardia e Calabria hanno recentemente sottoscritto una polizza regionale propria).
Il costo medio dei sinistri relativo ai dati forniti dalle singole Regioni partecipanti al monitoraggio ammonta a 52.368,95 euro con una percentuale pari al 2,76% di sinistri aperti e liquidati nel corso dell’anno di riferimento.
65-80 anni la fascia d’età più interessata dalla sinistrosità
Entrando nel particolare, si rileva che il 65,86% dei sinistri riguarda casi di lesioni personali, il 12,88% di decessi. E ancora il 33,55% delle denunce ha interessato gli interventi, il 18,49% l’assistenza e il 17,31% la fase di diagnosi.
La frequenza con cui si verificano gli errori denunciati in sanità è pari a 20,94 casi su 10mila dimissioni (pari a circa lo 0,2%), errori dettati per l’8,51% da omissione, per il 44,30% da inesattezza e per il 3,98% da ritardi.
I dati più significativi riguardano la fascia d’età compresa tra i 65 e gli 80 anni, quale quella più interessata dalla sinistrosità, con una percentuale complessiva del 21,29%, mentre nell’8,22% dei sinistri denunciati sono coinvolte persone di età compresa fra 0 e 18 anni. Inoltre, il numero dei sinistri riguarda nel 50,38% dei casi i maschi e nel 49,62% le donne.
Per quanto attiene al costo medio dei sinistri liquidati per tipologia di danno, si passa da un massimo di 284.669,79 euro in caso di decesso a 56.032,41 in presenza di lesioni cagionate.
La gran parte dei sinistri è avvenuto durante un ricovero ordinario (esattamente il 52,43%) e nel 15,48% dei casi durante l’accesso al pronto soccorso.
A proposito poi del tempo necessario in Italia per aprire una causa, la media è di 872,53 giorni, mentre per la chiusura si impiegano mediamente 542,45 giorni, con una percentuale di sinistri risolti in via stragiudiziale pari al 7,87% dei casi.
Vincenzo Marra
Giornalista Tabloid di Ortopedia








