Dal 2020 iscrivendosi alla Siot si accede automaticamente al programma Siot Safe, un sistema di protezione con polizza colletiva di base, non disdettabile e con pregressa. Siot Safe gestirà il contenzioso in modo centralizzato e raccoglierà i dati sui sinistri
La Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), sulla scia di quanto fatto in questi anni da oculisti, otorinolaringoiatri, anestesisti e pediatri, ha scelto di gestire il contenzioso medico legale come categoria e non più individualmente, come singoli medici. Lo strumento è il programma Siot Safe, un sistema di protezione professionale collettivo al quale l’ortopedico accede automaticamente con l’iscrizione alla società scientifica. Realizzato in collaborazione con il borker Aon e con Generali, la più grande compagnia assicurativa italiana che dopo vent’anni rientra nel settore della responsabilità professionale, il programma Siot Safe è stato approvato dall’assemblea dei soci Siot all’ultimo congresso di Roma ed è attivo, con le sue polizze collegate, dal 31 dicembre 2019. L’obiettivo, spiegano in Siot, è quello di ripensare in modo collettivo il rischio e la gestione del contenzioso medico legale, offrendo un sistema di protezione a tutti i soci della società scientifica. L’adesione al programma consentirà anche una piena raccolta dati dei sinistri, così da censire nel giro di pochi anni la gran parte della sinistrosità dell’ortopedia e traumatologia e permettere azioni di prevenzione del contenzioso, monitorare eventuali emergenze e intervenire dal punto di vista organizzativo e politico. Esattamente come ha fatto la Sofcot con il programma OrthoRisq: «in Francia in dieci anni sono riusciti a cambiare la legislazione e oggi il medico che segue il modello organizzativo messo a punto dalla società scientifica non è più perseguibile sulle infezioni. Questo è quello a cui noi vogliamo arrivare nei prossimi anni» ha detto il presidente Siot Francesco Falez, che lavora al sistema di protezione collettivo Siot Safe fin dal suo insediamento alla guida della società scientifica.
Siot Safe, insomma, ha finalità che vanno oltre la semplice copertura assicurativa dei soci. Intende gestire il rischio medico legale come categoria di specialisti, per misurare il contenzioso, analizzarlo e infine agire sulle dinamiche che lo generano. «Oggi siamo soli, ognuno con la sua assicurazione – ha detto Falez in assemblea –. Ogni singolo sinistro che potrete avere nella vostra vita potrà rappresentare motivo di disdetta da parte della vostra assicurazione. Siamo in balia delle assicurazioni, che ascoltano solo una cosa: i numeri. Per questo dobbiamo essere uniti e raggiungere la forza dei numeri. Se saremo tutti compatti riusciremo a dettare noi delle condizioni, altrimenti continueremo ad essere soli».
Oggi ogni clinico ha l’esigenza di tutelarsi dalle eventuali richieste risarcitorie dei propri pazienti e dalla rivalsa da parte delle strutture in cui lavorano. Un’esigenza che, con la legge Gelli-Bianco, è diventata obbligo assicurativo per liberi professionisti e strutture sanitarie. La stessa legge però non ha previsto un contestuale obbligo per le assicurazioni a contrarre le polizze, aprendo quindi enormi falle nel sistema: disdette unilaterali delle polizze, costi sempre più onerosi per il medico, ricorso all’autoassicurazione da parte delle strutture. Un quadro aggravato da comportamenti opportunistici di alcuni pazienti e alcuni avvocati, in un clima mediatico che tende ad amplificare in maniera abnorme i presunti casi di malpractice, come ha ricordato dal palco del congresso Siot Massimiliano Zaramella, presidente di Obiettivo Ippocrate, l’associazione di medici nata nel 2016 per denunciare il sistema perverso del contenzioso medico legale, che spinge verso la medicina difensiva.
Nasce da questi presupposti il progetto Siot Safe, in cantiere già dal 2018 e ora attivo dal primo gennaio 2020 per tutti i soci Siot. «Voglio che questa società diventi davvero parte attiva nella vita di tutti voi – ha detto il presidente Siot ai soci –. Una società in cui ci si possa sentire tutelati. Con Siot Safe pensiamo davvero ai nostri giovani, perchè non li lasciamo più da soli. Siot Safe è uno sguardo al futuro per i nostri giovani, che un giorno potranno contare sulla solidarietà e sul numero importante di partecipanti che gli garantisca un potere contrattuale con le assicurazioni e con le associazioni dei pazienti, che quotidianamente fanno rivalse medico legali».
Le polizze collettive di Siot Safe
Ma cos’è Siot Safe? «Non è una polizza assicurativa. È un sistema di protezione collettivo – spiega Pietro Galluccio, chirurgo ortopedico e responsabile rischio clinico Siot –. Il sistema funziona anzitutto con un meccanismo di solidarietà: si incardina su una polizza collettiva, che non è sottoscritta dal singolo professionista ma dalla stessa Siot. Pagando la quota associativa veniamo automaticamente assicurati». In particolare il dipendente, che necessita solo di una polizza per colpa grave, sarà coperto iscrivendosi alla Siot con una quota totale di 390 euro. Per i liberi professionisti o i dipendenti che svolgono anche attività libero professionale, gli euro diventano 550 e comprendono l’iscrizione alla Siot e l’accesso alla polizza di responsabilità civile professionale.
Accanto alle polizze collettive di base per colpa grave e responsabilità civile professionale incluse nell’iscrizione alla Siot (vedi tabella), è possibile, valutando le peculiarità della propria attività e quindi il rischio individuale, aggiungere polizze facoltative a costi da valutare caso per caso, anche in base al pregresso. Pregresso che invece non viene considerato nelle polizze collettive.
Siot Safe è stabile: l’assicurazione collegata dura per tre anni e non è disdettabile individualmente. Nessun socio Siot può vedere la propria polizza disdettata singolarmente in caso di sinistro. Si basa sul principio di mutualità: chiunque si iscrive alla Siot entra nel sistema assicurativo, senza che la compagnia assicurativa possa porre limitazioni. Dovrà infatti fornire copertura a tutti i soci Siot in quanto tali. La polizza ha una retroattività (o pregressa) di 10 anni, che copre quindi richieste di risacimento attuali ma per fatti risalenti a un periodo precedente la stipula della polizza. La polizza prevede una postuma (con pagamento una tantum) per cessata attività o morte, con copertura nei 10 anni successivi.
Come spiega Marco Gariglio di Aon, un aspetto importante della polizza collegata a Siot Safe è la presenza della “deeming clause”, ovvero la clausola che tiene in copertura anche le richieste di risarcimento pervenute dopo la scadenza della polizza, se conseguenti e/o collegate a circostanze denunciate in corso di vigenza della polizza stessa. In altre parole, diversamente dalla maggior parte delle polizze di colpa grave presenti sul mercato, quella collegata a Siot Safe, oltre ai sinistri, registra e prende in carico “fatti e circostanze” segnalate dall’assicurato che potrebbero portare, in futuro, a una richiesta di risarcimento. Che sarà in questo modo coperta dall’assicurazione.
Ma siot Safe è anche un sistema di difesa: la gestione del contenzioso viene centralizzata, potendo contare sulla consulenza di avvocati, medici legali e assicuratori esperti, che avranno accesso anche a una raccolta storica delle sentenze in cui erano coinvolti gli ortopedici.

Prospetto delle polizze collettive “colpa grave” e “responsabilità civile professionale” del sistema Siot Safe, incluse nella quota associativa e accessibile di diritto a tutti i soci. All’indirizzo www.siot.it/siot-safe sono disponibili i dettagli sul sistema di protezione e sulle polizze assicurative collegate
Fonte: Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia, organo ufficiale Siot
I (POCHI) DATI DISPONIBILI SUL CONTENZIOSO MEDICO LEGALE_La sessione dell’Sos Medico Legale nell’ambito del congresso Siot di Roma ha provato a fare il punto sulla responsabilità professionale, anche dal punto di vista dei numeri. «Che ci sia un contenzioso medico legale lo sanno tutti, quanto sia questo contenzioso non lo sa nessuno» ha esordito Pietro Galluccio, responsabile della commissione rischio clinico della Siot. Questo accade sostanzialmente per due motivi: da una parte la regionalizzazione della sanità ha impedito una raccolta dati nazionale e strutturata del contenzioso, con alcune Regioni che nemmeno raccolgono più i dati del loro territorio; dall’altra l’abbandono del settore della responsabilità civile sanitaria da parte delle compagnie assicurative italiane, lasciando il settore in mano a compagnie estere.
Così l’Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, non ha più dati.
Qualche stima può allora essere fatta solo analizzando cluster di dati, come quelli disponibili per qualche Regione italiana. Un’altra fonte possibile è il rapporto MedMal Claims Italia di Marsh, il più grande broker assicurativo a livello mondiale e il maggiore gestore di sinistrosità in ambito sanitario.
Il nono rapporto MedMal, pubblicato nel 2018, ha analizzato oltre 10.000 sinistri relativi al periodo 2004-2016 su un totale di oltre 40 strutture pubbliche, registrando nel 2016 una media di 39 sinistri per struttura. Dall’analisi emerge un aumento dei sinistri graduale ma costante negli anni. Se da un lato la frequenza dei sinistri è in costante aumento, non subisce particolari variazioni il costo medio liquidato per sinistro, che si attesta sui 68.000 euro.
Il sinistro più frequente è quello collegato all’attività chirurgica (34,9% del totale), seguito dagli errori diagnostici (18,5%), dalle cadute accidentali (10,3%) e dagli errori terapeutici (9,4%). L’unità operativa che subisce la maggiore frequenza di richieste di risarcimento danni è Ortopedia e Traumatologia (14,9%). Al secondo posto si colloca Ostetricia e Ginecologia (11,4%), seguita da Chirurgia Generale (11,3%) e Dea/Pronto Soccorso (9,5%).
Per quanto riguarda i tempi di denuncia, più della metà degli eventi accaduti vengono denunciati entro un anno; entro 4 anni oltre l’80%, anche se con notevoli differenze a seconda della tipologia. Si registra maggiore lentezza per le infezioni: solo 11 eventi su 100 vengono denunciati entro 6 mesi, e si oltrepassa il 70% solo entro i 5-6 anni. Gli errori collegati a procedure invasive hanno invece una denuncia celere (6 su 10 vengono denunciati entro 1 anno), così come gli errori diagnostici (45,5% entro 12 mesi).
Il report MedMal si conclude con l’analisi del tasso di rischio, che si conferma in linea con quanto espresso nel 2017: 6,5 sinistri ogni 100 medici, 2,8 ogni 100 infermieri, 1,3 ogni 1.000 ricoveri, per valori assicurativi che si attestano sui 5.659 euro per medico, 2.434 euro per infermiere e 113 euro per ricovero.
I dati del rapporto Marsh possono essere completati da quelli riportati all’Sos Medico Legale Siot da Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, relativi al 2017: «L’ortopedia è in testa alla classifica delle segnalazioni di presunti errori terapeutici ricevute da Cittadinanzattiva con il 21%, prima tra tutte le aree specialistiche – rivela Gaudioso –. Segue la chirurgia generale (13%). Per quanto riguarda i presunti errori diagnostici, invece, al primo posto c’è l’oncologia con il 20%, ma l’ortopedia segue subito dopo con il 15% delle segnalazioni». Non tutte le segnalazioni però si trasformano in sinistri: «riguardo a queste segnalazioni che ci arrivano dai cittadini, solo in 15 casi su 100 diamo indicazioni e suggerimenti di possibile procedibilità, e non solo perché c’è un problema di evidenza del rapporto tra causa ed effetto, ma perché in tantissimi casi le segnalazioni hanno in realtà a che fare con problemi di disfunzionalità organizzativa, di liste d’attesa, di mancanza del consenso informato, insomma aspetti che vanno al di là del ruolo diretto e del lato professionale del medico» ha detto Gaudioso.
Tutti dati sicuramente interessanti, ma non veramente utili per intervenire concretamente sulle variabili che innescano il contenzioso. Per mettere in atto azioni concrete, infatti, occorre ben altra profondità dei dati. Sapere ad esempio su quali eventi specifici (infezioni periprotesiche, profilassi del Tev piuttosto che chirurgia del gomito) si concentrano i sinistri in ortopedia e traumatologia in Italia, è un’informazione essenziale, che può consentire a società scientifiche e istituzione di porre in atto i correttivi clinici e organizzativi necessari. Anche a questo mira il programma di protezione Siot Safe: conoscere i dettagli del contenzioso in ortopedia per mettere a punto contromisure efficaci.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia










