Uno studio di Neuman e collaboratori, apparso recentemente nella rivista internazionale Anesthesiology, riporta uno studio prospettico condotto su circa 18.000 pazienti, da cui si evince che l’anestesia regionale è migliore rispetto a quella generale in termini di complicazioni post-intervento e casi di decesso in pazienti anziani con frattura dell’anca sottoposti a intervento chirurgico.
“La frattura dell’anca – dichiara il primo autore dello studio – è un evento comune e gravoso nei pazienti anziani. La prevalenza di morte è pari a uno su cinque pazienti con frattura dell’anca entro un anno dal trauma. Vi è quindi un urgente bisogno di indicazioni migliori per i pazienti e i medici sull’anestesia da utilizzare in caso di frattura dell’anca, ma ad oggi soltanto pochi studi nella popolazione generale si sono interessati a tale problema”.
Il dottor Neuman e collaboratori hanno esaminato una coorte retrospettiva di pazienti sottoposti a intervento per frattura dell’anca in 126 ospedali a New York nel 2007 e nel 2008, per un totale di 18.158 pazienti. I ricercatori hanno associato l’anestesia regionale o l’anestesia generale con mortalità, importanti complicazioni polmonari ospedaliere, e importanti complicazioni cardiovascolari ospedaliere. I ricercatori hanno quindi trovato una notevole riduzione del tasso di mortalità (29%) nei pazienti sottoposti ad anestesia regionale rispetto a quelli sottoposti ad anestesia generale, oltre a trovare una globale riduzione degli eventi avversi post-intervento di cui sopra.
Tali risultati hanno importanti implicazioni nella gestione di questi pazienti, soprattutto considerando l’elevata mortalità e morbidità di tali pazienti e l’aumento generalizzato di tali tipi di pazienti nel prossimo futuro.








