In occasione dell’ultimo congresso annuale della Radiological Society of North America, tenutosi nel novembre del 2022, sono stati presentati i risultati di uno studio che mette in discussione in termini sia di efficacia che di sicurezza uno dei trattamenti sintomatici più utilizzati nella gestione dei pazienti con osteoartrosi, quello con gli antinfiammatori non steroidei. L’ipotesi che questi farmaci, ai quali viene fatto ampio ricorso soprattutto per il controllo del dolore, possano non sortire, a dispetto delle loro proprietà antiflogistiche, l’effetto di limitare la progressione del danno articolare è stata avanzata dagli autori in considerazione del fatto che quest’ultima è strettamente legata al coinvolgimento delle membrane sinoviali e che finora l’evoluzione della sinovite a lungo termine nei soggetti che assumono Fans è stata poco o per nulla indagata.
L’indagine, che è stata realizzata presso il dipartimento di Radiologia e Imaging biomedico dell’Università della California a San Francisco, ha valutato tramite risonanza magnetica 3 Tesla ad alto campo i cambiamenti di alcuni parametri radiologici articolari in un campione di 277 pazienti con osteoartrosi del ginocchio da moderata a severa reclutati dalla coorte della Osteoarthritis Initiative, uno studio osservativo longitudinale prospettico multicentrico sostenuto dai National Institutes of Health statunitensi. Giunto al suo quattordicesimo anno di follow-up, lo studio ha già accumulato e reso disponibili nel sito web (nda.nih.gov/oai) i dati clinici, di laboratorio e radiologici di circa 4.800 partecipanti.
I pazienti sono stati selezionati tra quelli in trattamento con antinfiammatori non steroidei e che li hanno assunti per almeno un anno a partire dall’ingresso nello studio e sono stati confrontati con 793 controlli non utilizzatori di tali farmaci.
Nei soggetti trattati con Fans i marker radiologici hanno delineato quadri articolari più gravi rispetto a quanto riscontrato negli altri già alla baseline e hanno mostrato indici di peggioramento per grado di infiammazione e caratteristiche della cartilagine articolare al controllo, effettuato a distanza di quattro anni.
Alla luce dei suddetti riscontri i ricercatori ritengono di poter affermare che nei pazienti con osteoartrosi del ginocchio gli antinfiammatori non steroidei non possono essere considerati di alcun beneficio nel controllo della flogosi articolare e della progressione dei fenomeni degenerativi sul lungo periodo. Avanzano anche l’ipotesi che la loro stessa efficacia sulla sintomatologia possa essere all’origine dell’aggravamento della sinovite rilevato nel corso del follow-up, in quanto permetterebbe ai pazienti di intensificare l’attività fisica in modo inappropriato.
Monica Oldani
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Luitjens J, McCulloch C, Link T, Gassert F, Joseph G, Lynch J. Impact of non-steroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) on synovitis and the progression of osteoarthritis: data from the Osteoarthritis initiative (OAI). Radiological Society of North America 2022.








