Tra le più comuni complicanze dell’intervento di artroplastica del ginocchio c’è l’edema locale, che può estendersi al polpaccio e alla coscia ed è in genere associato ad altri segni di flogosi. È spesso responsabile del permanere di una sintomatologia algica dopo l’immediato post operatorio e di una significativa limitazione nel recupero motorio.
Gli autori di uno studio multicentrico randomizzato controllato pubblicato lo scorso dicembre sul Journal of Bone and Joint Surgery hanno testato l’efficacia della diosmina nel ridurre l’edema post chirurgico e migliorare il dolore e i parametri funzionali in 156 pazienti di età compresa tra i 60 e i 75 anni sottoposti ad artroprotesi primaria totale di ginocchio per osteoartrosi tra il 2021 e il 2022 in 13 diversi ospedali universitari della Repubblica popolare cinese, confrontandoli con 153 pazienti non trattati con il flavonoide.
I due gruppi, comparabili per le principali caratteristiche cliniche e sociodemografiche di base, non si sono differenziati neppure rispetto ai tempi della procedura chirurgica, alla durata del ricovero e alle disposizioni alla dimissione e sono stati tutti assegnati al medesimo protocollo farmacologico di analgesia pre, intra, e post operatoria con celecoxib, pregabalin, ropivacaina, desametasone e ossicodone, al medesimo trattamento antiemorragico con acido tranexamico e alla somministrazione di una dose di tropisetron per la gestione della nausea post operatoria. In aggiunta i pazienti del braccio sperimentale hanno assunto diosmina alla dose di 0,9 grammi per due volte al giorno a partire dal giorno successivo all’intervento e per 14 giorni.
Gli outcome valutati dai ricercatori sono stati, tra gli altri, l’entità dell’edema, il dolore a riposo e in flessione fino a 60°, l’escursione articolare e i valori di alcuni indici infiammatori. Inoltre è stata documentata l’incidenza delle principali altre complicanze post operatorie, come nausea e vomito, cadute, emorragia sottocutanea, tromboembolismo venoso, patologia vascolare, problematiche del sito chirurgico o dell’accesso vascolare nonché la persistenza di dolore cronico a tre mesi di distanza all’intervento.
In confronto al gruppo di controllo i pazienti assegnati al trattamento con diosmina hanno riportato un grado significativamente inferiore di edema nei punti di misurazione e punteggi più bassi sulla scala del dolore durante il movimento dell’articolazione, entrambi elementi che facilitano il recupero funzionale, mentre non si sono registrate differenze negli altri parametri.
«L’efficacia della diosmina nel limitare l’edema è presumibilmente attribuibile alla sua capacità di migliorare il tono venoso e il drenaggio linfatico e di inibire l’adesione dei linfociti attivati alle pareti dei capillari, proteggendo così il microcircolo dai danni delle sostanze proinfiammatorie. D’altro canto all’azione riconosciuta del flavonoide sui meccanismi periferici e centrali del dolore può essere dovuto l’effetto analgesico osservato – commentano gli autori cinesi –. Future ricerche che valutino anche diversi dosaggi del farmaco potranno verificarne ulteriormente l’efficacia e anche chiarire l’assenza nel nostro studio di variazioni sugli altri outcome da noi misurati».
Monica Oldani
Giornalista Tabloid di Ortopedia








