
Gennaro Pipino e Giulio Maria Marcheggiani Muccioli
Lunedì 19 ottobre un Mobile Lab ha fatto tappa a Villa Erbosa (Gruppo San Donato), a Bologna, per una giornata di formazione rivolta a circa 40 medici e specializzandi provenienti da diverse scuole di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, tra cui l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, l’Università di Bologna e l’Istituto Ortopedico Rizzoli. A guidare medici e studenti è stato il professor Gennaro Pipino, responsabile dell’unità operativa Ortopedia III presso Villa Erbosa di Bologna. L’iniziativa ha offerto l’opportunità di affiancare alla formazione teorica un’esperienza diretta su vere parti anatomiche umane, confrontandosi con articolazioni reali e sperimentando diverse tecniche chirurgiche. Un’occasione preziosa per sviluppare manualità, acquisire familiarità con gli strumenti operatori e approfondire l’approccio alle principali patologie ortopediche.
Il Mobile Lab è uno dei cinque truck, realizzati grazie al know-how e alla tecnologia di progettazione e produzione italiana, che percorrono l’Europa nell’ambito di un programma internazionale di formazione medica attivo da anni in tutto il mondo. Si tratta di una vera e propria sala operatoria mobile, progettata per portare le attività formative direttamente negli ospedali e nelle strutture sanitarie, rendendo più accessibile l’apprendimento pratico per chirurghi e medici in formazione. «Questa giornata di formazione rappresenta un’opportunità preziosa per i nostri specializzandi, perché consente di affiancare alla formazione teorica un’esperienza pratica e diretta su preparati anatomici reali.
Poter sperimentare tecniche chirurgiche e utilizzare concretamente gli strumenti permette ai giovani medici di acquisire maggiore familiarità e consapevolezza nell’approccio alle principali patologie di anca e ginocchio. Sostenere la formazione dei giovani ortopedici significa investire nella qualità delle cure che saranno in grado di offrire ai loro futuri pazienti, ma anche trasmettere competenze ed esperienza alle nuove generazioni, lasciando un’eredità professionale che possa contribuire al progresso della chirurgia e al miglioramento dell’assistenza nel tempo» ha dichiarato il professor Gennaro Pipino, referente scientifico dell’iniziativa.








