Secondo l’ultima indagine dell’Istituto Provinciale di Statistica (Astat) della Provincia Autonoma di Bolzano, durante la stagione 2024/25 si sono registrati 11.905 infortuni sulle 98 piste da sci dell’Alto Adige, con un aumento del 7,1% rispetto all’anno precedente. Gli incidenti hanno coinvolto per il 50,7% donne e per il 49,3% uomini. In tre casi su quattro (75,7%) sono stati causati da cadute senza il coinvolgimento di terzi. Crescono però anche le collisioni con altre persone, che rappresentano il 14,3% degli episodi.
Per quanto riguarda la tipologia dei traumi, il ginocchio si conferma la sede più frequentemente coinvolta: distorsioni, stiramenti e contusioni rappresentano complessivamente il 35,9% dei casi, con un impatto maggiore nelle fasce 51-60 anni (22%) e 41-50 (19,7%) e una chiara prevalenza femminile (68,7%). Seguono i traumi alla spalla (13%), tra lussazioni, fratture e contusioni, che interessano soprattutto gli uomini (67,8%) e fascia d’età 51-60 (23,7%). Rimangono stabili, rispetto all’anno precedente, i traumi alla testa (8,6%), come contusioni o lievi traumi cranici: un dato che resta sotto controllo anche grazie alla bassa percentuale di sciatori che ancora non indossano il casco (4,3%).
«Uomini e donne sono esposti a differenti lesioni per infortunio sugli sci – spiega Pietro Simone Randelli, presidente Siot, direttore scientifico della Clinica Ortopedica dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, ordinario di Ortopedia presso l’Università degli Studi di Milano –. Mentre le donne tendono a subire più di frequente traumi distorsivi alle ginocchia, gli uomini tendono a cadere prevalentemente sulle braccia a causa della tendenza a proteggersi dalle cadute utilizzando la parte superiore del corpo. Allo stesso modo, anche gli snowboarder presentano più di frequente traumi a polso, gomito e spalla e meno al ginocchio».
Un altro elemento rilevante riguarda il livello di difficoltà delle piste: il 50,8% degli incidenti è avvenuto sulle piste rosse, il 40,4% su quelle azzurre – incluse le aree delle scuole di sci – mentre solo l’8,8% si è verificato sulle piste nere più impegnative. Anche la distribuzione per fasce d’età conferma tendenze ormai consolidate: la quota più alta di infortuni riguarda i ragazzi tra gli 11 e i 20 anni (22,3%), con una lieve prevalenza maschile, seguiti dagli adulti tra i 51 e i 60 anni (18,8%), categoria nella quale risultano più colpite le donne.








