L’uso di levotiroxina, uno dei farmaci più prescritti, tanto negli Stati Uniti come in Italia, tra gli adulti over 65, potrebbe essere associato a una progressiva perdita di massa e densità ossea, anche nei soggetti eutiroidei. Lo evidenzia uno studio che è stato presentato all’ultimo congresso della Radiological Society of North America.
La levotiroxina è una forma sintetica dell’ormone tiroideo T4 e viene comunemente utilizzata nel trattamento dell’ipotiroidismo. Tuttavia, come sottolinea la prima autrice dello studio, Elena Ghotbi, ricercatrice postdoc presso la Johns Hopkins University, «i dati indicano che una quota significativa delle prescrizioni di ormoni tiroidei potrebbe essere destinata ad adulti anziani senza ipotiroidismo, sollevando preoccupazioni per un potenziale eccesso relativo di ormone tiroideo anche quando i valori rientrano nei limiti di riferimento».
Il razionale dello studio nasce da una crescente attenzione al rischio di osteoporosi legato a un eccesso ormonale, anche subclinico. Il range di riferimento per il Tsh è generalmente compreso tra 0,4 e 5,0 μU/mL, ma valori verso il limite inferiore – o semplicemente un’esposizione prolungata agli ormoni – potrebbero incidere negativamente sulla salute ossea.
La ricerca ha coinvolto 445 adulti di età pari o superiore a 65 anni, tutti eutiroidei (Tsh nei limiti di norma in almeno due controlli consecutivi). Il gruppo era composto da 81 utilizzatori di levotiroxina (32 uomini, 49 donne) e 364 non utilizzatori, con un’età mediana di 73 anni.
Grazie ai dati raccolti è stato possibile valutare longitudinalmente i cambiamenti della densità ossea tramite misurazioni Dexa ripetute nel tempo. «Il valore di questo studio è legato alla disponibilità di dati dettagliati e ripetuti nel tempo, che ci consentono di osservare direttamente l’evoluzione della massa ossea nei soggetti anziani», ha spiegato Eleanor Simonsick, epidemiologa e co-direttrice del Blsa.
I risultati indicano che, su un follow-up mediano di 6,3 anni, i soggetti trattati con levotiroxina hanno mostrato una maggiore perdita sia di massa ossea totale sia di densità minerale, indipendentemente dai livelli basali di Tsh o da altri fattori di rischio, come età, indice di massa corporea, fumo o farmaci concomitanti.
«Il nostro studio suggerisce che, anche seguendo le attuali linee guida, l’uso di levotiroxina sembra associarsi a una maggiore perdita ossea negli adulti anziani», ha commentato Shadpour Demehri, professore di radiologia alla Johns Hopkins.
La raccomandazione, secondo Jennifer Mammen, docente di endocrinologia presso lo stesso ateneo, è quella di monitorare regolarmente la funzione tiroidea nei pazienti trattati a lungo termine con levotiroxina: «è fondamentale eseguire una valutazione rischio-beneficio individuale, tenendo conto della reale indicazione alla terapia e dei possibili effetti collaterali, in particolare sul metabolismo osseo».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








