È necessario rivedere la gestione clinica dei sintomi muscolari nei pazienti che assumono statine: così conclude uno studio comparso su The Lancet a cura della Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration. Risulta infatti che «la terapia con statine ha causato un piccolo eccesso di dolore muscolare, per lo più lieve. La maggior parte di tutte le segnalazioni (oltre il 90%) di sintomi muscolari da parte dei partecipanti alla terapia con statine non erano dovute alla statina stessa. I piccoli rischi di sintomi muscolari sono molto inferiori ai noti benefici cardiovascolari».
Com’è noto, la terapia con statine è efficace per la prevenzione della malattia cardiovascolare aterosclerotica ed è ampiamente prescritta, ma vi sono persistenti preoccupazioni sul fatto che possa causare dolore o debolezza muscolare. Data questa situazione, un gruppo di esperti ha deciso di eseguire una metanalisi dei dati pubblicati in letteratura sulla terapia con statine, relativamente agli eventi muscolari registrati come effetto avverso, in studi di grandi dimensioni, controllati a lungo termine, randomizzati, in doppio cieco.
Sono stati inclusi solo lavori con almeno mille partecipanti e con una durata del trattamento di almeno due anni, che prevedevano un confronto in doppio cieco di statine rispetto al placebo o di un regime più intensivo rispetto a uno meno intensivo. La metanalisi finale ha così tenuto conto dei risultati di 19 studi, condotti complessivamente su 34.533 pazienti (il 27,9% donne, il 48,1% con precedente malattia vascolare e il 18,5% con diabete), con un follow-up mediano ponderato di 4,3 anni. Dei 16.835 partecipanti in terapia con statine, il 27,1% ha riportato dolore o debolezza muscolare, così come il 26,6% di quelli assegnati al gruppo di controllo.
In particolare, gli autori hanno rilevato un aumento relativo del dolore e della debolezza muscolare nel 7% nei pazienti trattati con statine, ma limitatamente al primo anno di terapia. Successivamente non risultano invece aumenti significativi di questi effetti avversi rispetto agli altri pazienti.
Considerando l’intero periodo di follow-up, l’intensità del trattamento ha fatto la differenza: 40-80 mg giornalieri di atorvastatina o 20-40 mg di rosuvastatina hanno determinato un maggior rischio relativo rispetto a dosaggi più bassi.
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia








