Nella maggior parte dei casi, la radiografia a raggi X non è affidabile per diagnosticare l’osteoartrosi dell’anca e può dunque comportare un ritardo nel trattamento. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato sul British Medical Journal, il primo nel suo genere a fornire una valutazione delle prestazioni diagnostiche dei raggi X in pazienti con sintomi e segni clinici caratteristici della classica osteoartrosi dell’anca.
Com’è noto, si tratta di una patologia ad alto impatto sociale, che si associa a dolore, difficoltà a camminare e disabilità; nei soli Stati Uniti, sono oltre 300.000 all’anno gli interventi di sostituzione d’anca con un costo enorme per il sistema sanitario, stimato annualmente in 185,5 miliardi di dollari e in crescita vertiginosa con il raddoppio, in soli trent’anni, della popolazione anziana.
I ricercatori, coordinati da Chan Kim della Boston University School of Medicine, hanno prima esaminato i dati emersi dallo studio Framingham, condotto prospetticamente per otto anni su circa 4.500 partecipanti. Ne è risultato che solo il 16% dei pazienti con dolore all’anca avevano segni di osteoartrosi alla radiografia e, d’altro canto, solo il 21% delle anche con segni radiografici di artrosi provocava dolore. In altri termini, la sensitività della radiografia per il dolore (localizzato in sede inguinale) è stata del 36,7%, la specificità del 90,5%, il valore predittivo positivo del 6% e negativo del 98,9%.
Non accontentandosi di questo, Kim e colleghi hanno effettuato la medesima analisi sui dati prodotti dalla Osteoarthritis Initiative, un altro studio (multicentrico, longitudinale, osservazionale e prospettico) condotto su circa 5.000 soggetti e i risultati sono stati altrettanto netti: le percentuali che legano il dolore ai segni di osteoartrosi in radiografia si sono attestate rispettivamente al 9% e 24%, mentre specificità, sensitività e valori predittivi sono stati sostanzialmente simili a quelli ricavati dallo studio Framington.
Le implicazioni cliniche sono rilevanti. Nei pazienti anziani, non riconoscere in modo adeguato l’osteoartrosi ha conseguenze pesanti: il diminuito stato funzionale che ne deriva aumenta la morbidità da malattie coronariche e polmonari, diabete, obesità, cadute, fragilità e altro ancora. «In base ai risultati del nostro studio – ha affermato Kim – i pazienti con sospetta osteoartrosi dell’anca dovrebbero essere trattati indipendentemente dalla conferma di una radiografia a raggi X».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








