
Fabio Zaina
«Il corsetto può avere ottimi risultati anche nei pazienti in sovrappeso o obesi, contrariamente a quanto si è ritenuto finora». Ad affermarlo è uno studio condotto dall’Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico) e pubblicato su European Spine Journal.
La ricerca è partita da una domanda: il sovrappeso è realmente un fattore che può pregiudicare il risultato di un trattamento della scoliosi con corsetto?
«Tradizionalmente si è sempre ritenuto che il corsetto nei ragazzi in sovrappeso o obesi non funzionasse – spiega Fabio Zaina, fisiatra di Isico e autore dello studio –. In letteratura scientifica esiste però un solo studio, ormai datato, che riporta dati in questo senso, a fronte però di un indossamento quotidiano del corsetto di 14 ore. Proprio per questo abbiamo avviato questo studio, di tipo retrospettivo, prendendo in esame 351 pazienti con curve dai 25° ai 50° e un’età compresa fra i 10 e i 15 anni all’inizio della terapia. A tutti questi ragazzi è stato prescritto un corsetto Sibilla o Sforzesco in prima visita, con oltre 20 ore di indossamento giornaliere. E abbiamo visto che la realtà è diversa».
I dati raccolti dimostrerebbero che non sono il sottopeso o il sovrappeso a determinare un risultato positivo o negativo del trattamento: «Di solito i pazienti affetti da scoliosi sono più magri degli altri, ma anche i soggetti in sovrappeso possono sviluppare questa patologia. Secondo uno studio appena uscito – continua Zaina – nei soggetti obesi la diagnosi può essere tardiva, con un riscontro più frequente di curve già più marcate e il trattamento risulta quindi più difficile. Inoltre il sovrappeso complica da un punto di vista tecnico l’applicazione del corsetto, tanto da stimolare il soggetto a ridurre il proprio peso. In ogni caso è l’adesione al trattamento, ossia la cosiddetta compliance del paziente, a determinare un risultato più o meno valido. Certo è importante il team terapeutico, formato da medico, tecnico ortopedico e fisioterapista, così come il ruolo di supporto della famiglia, perché favorisce il rispetto delle ore di indossamento prescritte: i nostri pazienti, al contrario di quelli presi in esame nel vecchio studio, hanno ore di indossamento fra le 18 e le 23, con una media di 20».
La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna che, in oltre l’80% dei casi, viene diagnosticata durante l’adolescenza. Riguarda in 7 casi su 10 il sesso femminile e colpisce circa il 3% della popolazione, anche se è grave in meno dello 0,5 per mille. Tende a colpire maggiormente soggetti magri o sottopeso, o comunque ad essere più aggressiva in questi casi. Non è però sempre così, considerato poi che la diagnosi in soggetti in sovrappeso può rivelarsi più difficile e tardiva.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia








