Le viti peduncolari vengono spesso utilizzate nella chirurgia della colonna e risultano oggi fondamentali negli impianti di stabilizzazione per pazienti con malattie o traumi spinali; tuttavia, col tempo, talvolta la stabilità si perde, causando fastidio e dolore. Si tratta di una complicanza comune e l’infezione associata all’impianto è una delle ragioni ipotizzate, ma fino ad ora si erano prodotte poche prove scientifiche a supporto.
In questo contesto appare particolarmente interessante uno studio comparso sul Journal of Neurosurgery: Spine, coordinato da Vincent Prinz dell’Università Humboldt di Berlino.
I ricercatori tedeschi hanno esaminato 82 pazienti che dovevano essere sottoposti a intervento chirurgico di rimozione di un hardware spinale, nessuno dei quali mostrava evidenza clinica o di laboratorio di infezione attiva. Dopo la chirurgia, gli autori hanno fatto ricorso alla sonicazione allo scopo di rilevare la presenza di biofilm microbici sugli hardware estratti e romperli, separando i microrganismi sottostanti, che sono stati poi analizzati per determinarne le specie.
Prove di allentamento delle viti peduncolari erano evidenti in 54 degli 82 pazienti, che sono stati dunque messi a confronto con gli altri 28, che hanno formato il gruppo di controllo. Ebbene, nel 40% dei pazienti con allentamento delle viti peduncolari si è riscontrata una colonizzazione microbica dell’hardware estratto, mentre la sonicazione non ha rilevato presenza batterica in nessuno dei pazienti in cui le viti non si erano allentate. I microrganismi individuati più spesso sono stati stafilococchi coagulasi-negativi e, a seguire, il Cutibacterium acnes, che si trovano comunemente sulla pelle umana e che hanno un basso livello di virulenza. Tuttavia gli autori fanno notare che, quando si aggregano su dispositivi medici impiantati all’interno dell’organismo di un paziente, formano biofilm che possono produrre infezioni, anche se non mostrano sintomi clinici e non sono facilmente rilevabili.
Prinz e colleghi hanno anche individuato una correlazione tra la presenza di microrganismi e la durata degli interventi iniziali di posizionamento dell’hardware spinale; laddove si è rilevata la colonizzazione microbica, il tempo di esecuzione dell’operazione chirurgica è stato mediamente di 288 minuti, rispetto ai 201 minuti per gli interventi agli altri pazienti.
Sulla base delle osservazioni effettuate, gli autori suggeriscono di trattare con una terapia antibiotica sistemica o locale quei pazienti in cui si è avuto un allentamento delle viti peduncolari, allo scopo di prevenire una nuova instabilità.
«I risultati del nostro studio – ha dichiarato un altro degli autori, Peter Vajkoczy – determineranno un cambiamento di paradigma, nella chirurgia della colonna vertebrale e non solo, riguardo alla gestione degli hardware impiantati nell’organismo umano. La crescente consapevolezza delle possibili conseguenze di infezioni a sviluppo lento porterà a un cambiamento nella prevenzione e nel trattamento di questa sfortunata complicazione. Bisogna studiare e mettere in atto strategie per prevenire la colonizzazione implantare perioperatoria e, quando un nuovo intervento risulta necessario, è opportuno rompere i biofilm e cercare attivamente infezioni agli impianti, usando la sonicazione e analisi microbiologiche avanzate. La buona notizia è che l’infezione è una complicanza che può essere trattata con successo, purché sia correttamente diagnosticata».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








