Una nuova modalità per diagnosticare e valutare la gravità dell’artrosi del ginocchio potrebbe affermarsi grazie a un importante studio che ha spianato la strada al suo utilizzo nella ricerca e nella pratica clinica.
La tecnica prevede il collegamento di piccoli microfoni alle ginocchia e il rilevamento di suoni ad alta frequenza emesse da certe strutture dell’articolazione durante l’esecuzione di alcuni movimenti eseguiti dal paziente, in piedi o in posizione seduta. Le emissioni acustiche vengono analizzate al computer grazie a un software che fornisce informazioni accurate sullo stato di salute del ginocchio. L’analisi si basa sulle forme che assumono le onde sonore durante le diverse fasi del movimento.
Lo studio, pubblicato su Plos One e coordinato da John Goodacre, professore emerito alla Lancaster University, in Inghilterra, è stato il primo a sperimentare la tecnica su un numero consistente di pazienti, che in precedenza avevano ricevuto una diagnosi di artrosi di ginocchio. I risultati mostrano che la tecnica è in grado di discriminare tra ginocchia sane e con osteoartrosi e che funziona bene sia in ambito ospedaliero che in ambulatorio.
Il progetto, iniziato nel 2013 e sostenuto dal Medical Research Council, l’ente responsabile del coordinamento e del finanziamento della ricerca medica nel Regno Unito, rappresenta un eccellente esempio di come ricercatori di discipline accademiche molto diverse possono lavorare insieme per sviluppare soluzioni innovative applicabili alla realtà clinica. Lo stesso John Goodacre si è soffermato su questo aspetto. «Il nostro lavoro – ha dichiarato – è stato molto stimolante perché ha coinvolto ricercatori e clinici in una stretta collaborazione, con l’obiettivo comune di sviluppare un approccio completamente nuovo. La metodica che abbiamo elaborato ha la potenzialità di trasformare la modalità con cui oggi viene gestita l’artrosi di ginocchio; permetterà di formulare diagnosi migliori e di adattare in modo più preciso i trattamenti alle condizioni effettive del ginocchio dei pazienti. Aiuterà inoltre la ricerca favorendo studi clinici più rapidi».
Ora i ricercatori stanno sviluppando un dispositivo portatile non invasivo che potrebbe essere facilmente utilizzato dagli operatori sanitari per controllare in che modo le ginocchia dei pazienti rispondono ai trattamenti. Si tratterà di un metodo più tempestivo, economico e raffinato rispetto a quelli attualmente disponibili.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia










