Un follow-up a lungo termine di pazienti con dolore alla spalla che erano stati sottoposti a riparazione della cuffia dei rotatori ha riscontrato poca differenza nella funzionalità e nella qualità di vita in base al fatto che l’intervento fosse stato eseguito con acromionplastica o senza. Tuttavia l’acromioplastica ha ridotto il rischio di successivi interventi di revisione. Lo mostra una ricerca presentata a Colorado Springs al congresso dell’American Orthopaedic Society of Sports Medicine (Aossm).
Coordinato da Jarret Woodmass, della Pan Am Clinic di Winnipeg, in Canada, il lavoro è consistito nel follow-up dopo 11 anni di 86 pazienti inclusi in uno studio precedente, che erano stati indirizzati in modo randomizzato a riparazione della cuffia dei rotatori con o senza acromionplastica e che, dopo i primi 24 mesi, mostravano indici funzionali e di qualità della vita simili.
«Con questo nuovo studio – ha affermato Woodmass – ci siamo posti l’obiettivo di rivalutare i pazienti dello studio originale e di determinare l’efficacia a lungo termine della decompressione subacromiale in caso di lesione a tutto spessore della cuffia dei rotatori. Il reclutamento per lo studio originale era stato effettuato tra giugno 2003 e febbraio 2009 con un follow-up di 24 mesi. Questo studio secondario è stato condotto tra aprile 2015 e marzo 2021 con tutti i pazienti randomizzati nello studio principale. La visita di controllo ha incluso una valutazione clinica e un report formalizzato da parte dei pazienti, con misurazione del punteggio Western Ontario Rotator Cuff (Worc) che rileva la sintomatologia, le abilità funzionali e la qualità della vita».
Come si diceva, non si è registrata nessuna differenza significativa nel Worc tra i due gruppi di pazienti: in entrambi si è mantenuto un miglioramento significativo rispetto ai punteggi pre-operatori. Tuttavia, già nel controllo a due anni previsto nello studio precedente, quattro pazienti nel gruppo senza acromionplastica erano stati indirizzati a un intervento di revisione a causa di sintomi persistenti, mentre nessun soggetto sottoposto ad acromionplastica aveva dovuto ricorrere a un nuovo intervento.
Nel follow-up a lungo termine, si è visto che altri sei pazienti che non avevano ricevuto una acromionplastica erano tornati in sala operatoria: tre per una revisione della riparazione della cuffia dei rotatori, uno per una artroplastica totale e due per interventi alla spalla riportati dai pazienti ma non meglio specificati. Invece, nel gruppo di soggetti sottoposti ad acronmionplastica, solo uno aveva dovuto sottoporsi a un intervento di revisione.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








