Ricerche precedenti avevano già dimostrato che l’uso di un braccio robotico controllato dal chirurgo può migliorare la precisione di questo tipo di intervento, con l’ulteriore vantaggio di evitare alcuni errori tecnici che possono influenzare i risultati post operatori. «La sfida attuale – scrivono i ricercatori – consiste nel dimostrare se questi risultati possono essere mantenuti a lungo termine». Per questa ragione, hanno progettato uno studio prospettico con un follow-up di dieci anni. Al termine di questo periodo, Bayoumi e colleghi hanno analizzato i risultati relativi 366 pazienti e 411 ginocchia operate in quattro centri ospedalieri diversi, con artroplastica parziale – con sostituzione del solo compartimento mediale – effettuata con l’assistenza di un braccio robotico. I pazienti partecipanti allo studio avevano un’età media di 67 anni e per il 57% erano di sesso maschile. Tutte le procedure sono state eseguite da quattro chirurghi ortopedici esperti che avevano ricevuto una specifica formazione e vantavano una pregressa esperienza nell’utilizzo del braccio robotico. I chirurghi hanno utilizzato impianti di tipo cementato (Restoris MCK System) e un sistema chirurgico a guida robotica di ultima generazione (Mako Robotic-Arm Assisted System).
Dopo dieci anni, la sopravvivenza degli impianti è stata del 91,7%. Delle 29 revisioni effettuate, 26 sono state conversioni a protesi totale. Il rischio di revisione è risultato superiore nelle donne rispetto agli uomini, nei pazienti con indice di massa corporea di 30 kg/m o superiore e nei soggetti più giovani, probabilmente a causa di uno stile di vita più attivo e maggiori sollecitazioni al ginocchio. La maggior parte degli interventi di revisione sono stati causati dal dolore o da una mobilizzazione asettica. Le valutazioni della soddisfazione dei pazienti hanno confermato i buoni risultati clinici. «Di tutti i pazienti senza revisione, il 91% ha riferito di essere molto soddisfatto o soddisfatto del proprio ginocchio operato, mentre solo il 4% si è dichiarato insoddisfatto o molto insoddisfatto», riportano gli autori.
Renato Torlaschi
GIornalista Tabloid di Ortopedia








