I pazienti con allergia alla penicillina hanno sviluppato più infezioni del sito chirurgico, in particolare infezioni profonde, in uno studio condotto presso il Beijing Xiehe Hospital, un grande ospedale universitario di Pechino.
Su Frontiers in cellular and infection microbiology gli autori ipotizzano che l’elevato tasso di infezione potrebbe essere secondario all’uso di antibiotici profilattici alternativi.
Negli interventi chirurgici ortopedici, per prevenire le infezioni si ricorre spesso alle cefalosporine. Tuttavia, in caso di allergia documentata alla penicillina di tipo grave, si evita generalmente l’uso delle cefalosporine per il timore di una reattività crociata, ricorrendo ad antibiotici alternativi. I ricercatori cinesi hanno confrontato retrospettivamente oltre 20mila pazienti, allergici e non, sottoposti a diversi tipi di interventi ortopedici da gennaio 2015 a dicembre 2021. L’outcome primario era la frequenza delle infezioni del sito chirurgico, con attenzione all’uso di antibiotici perioperatori e alle caratteristiche dei patogeni.
Mentre gli studi precedenti si erano concentrati principalmente sull’artroplastica, questo lavoro ha coperto lo spettro della colonna vertebrale, delle articolazioni, dei traumi, dell’artroscopia, dei tumori ossei e degli interventi chirurgici al piede, alla caviglia e alla mano. I risultati suggeriscono che l’impatto dell’allergia alla penicillina si verifica in modo trasversale nelle varie procedure ortopediche.
Delle 20.022 cartelle cliniche, 1.704 (8,51%) segnalavano allergia alla penicillina e si sono registrate complessivamente 111 (0,55%) infezioni del sito chirurgico. Tra i pazienti con allergia il rischio è stato più che doppio rispetto agli altri (1,06% contro 0,51%). A questi pazienti sono stati somministrati antibiotici alternativi e il loro effetto sulle infezioni è stato trovato nell’analisi statistica di mediazione. L’analisi degli agenti patogeni ha rivelato che i cocchi gram-positivi sono stati i più comuni, mentre i pazienti con allergia alla penicillina hanno fatto registrare un tasso di infezione più elevato sia da ceppi gram-positivi che gram-negativi rispetto agli altri.
«Abbiamo approfondito il nostro studio eseguendo analisi sul tipo di infezione e sui patogeni – spiegano gli autori –. L’influenza dell’allergia alla penicillina ha causato principalmente un aumento delle infezioni profonde rispetto a quelle superficiali. Questo potrebbe essere dovuto a una percentuale più elevata di fissazione interna nei pazienti ortopedici, che inevitabilmente interagisce con il flusso sanguigno periferico, e gli svantaggi dell’utilizzo di antibiotici alternativi potrebbero essere amplificati quando si ha a che fare con microbi che aderiscono al tessuto profondo o al dispositivo di fissazione».
Uno studio precedente aveva riportato infezioni del sito chirurgico più frequenti dopo profilassi con vancomicina, a causa del suo spettro ristretto principalmente contro i microbi gram-positivi (2). I chirurghi cinesi hanno utilizzato principalmente, come antibiotico alternativo, la clindamicina, che ha uno spettro più ampio rispetto alla vancomicina. Ma negli ultimi anni è stato segnalato un aumento della resistenza alla clindamicina da Staphylococcus aureus e Cutibacterium acnes. Altri ceppi Gram-negativi, come le famiglie di Pseudomonas, Enterobacter e Acinetobacter, possono avere una resistenza intrinseca limitando la permeabilità della clindamicina attraverso le membrane esterne. Questi agenti patogeni sono stati responsabili di molte infezioni profonde nella coorte studiata all’ospedale di Pechino.
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia








