L’osteoporosi continua a essere considerata una malattia tipicamente femminile, eppure si calcola che, a livello globale, circa uno su cinque uomini di età superiore ai 50 anni subirà una frattura osteoporotica durante il corso della vita, con un aumento previsto del numero di fratture dell’anca negli uomini che nel 2050 sarà triplicato rispetto al 1990.
La sotto-diagnosi e il sotto-trattamento della condizione sono ancora più comuni negli uomini rispetto alle donne. In risposta a questa situazione, un gruppo di lavoro multidisciplinare internazionale della Società europea per gli aspetti clinici ed economici dell’osteoporosi, dell’artrosi e delle malattie muscoloscheletriche (Esceo) ha recentemente emesso raccomandazioni valutate con il metodo Grade per la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento dell’osteoporosi negli uomini.
«È importante riconoscere che l’osteoporosi negli uomini comporta una morbilità e mortalità significative, con tassi comparabili o addirittura superiori a quelli nelle donne con questa condizione – ha dichiarato Jean-Yves Reginster, presidente di Esceo e uno tra gli autori del documento –. Il gruppo di lavoro internazionale è stato convocato per fornire nuove raccomandazioni di gestione informate dagli ultimi sviluppi della ricerca e dall’opinione degli esperti riguardante gli approcci diagnostici e di screening per l’osteoporosi e il suo alto rischio di frattura che si riscontra negli uomini».
Le raccomandazioni includono la valutazione del rischio di frattura, compresa l’interpretazione appropriata della densitometria ossea e del rischio assoluto di frattura, soglie per il trattamento e interventi terapeutici. Viene ricordato ad esempio che i bisfosfonati orali (alendronato o risendronato) sono trattamenti di prima linea per gli uomini a rischio elevato di frattura, mentre denosumab o zoledronato sono trattamenti di seconda linea. «Seguendo un approccio simile a quello raccomandato per le donne con osteoporosi, consigliamo l’uso di agenti antiriassorbitivi orali come trattamento di prima linea negli uomini ad alto rischio di frattura e l’uso di agenti di formazione ossea seguiti sequenzialmente da agenti antiriassorbitivi negli uomini a rischio molto alto di frattura» ha sottolineato Nicholas Harvey della Fondazione internazionale per l’osteoporosi (Iof).
Prima di iniziare la terapia farmacologica per l’osteoporosi, le linee guida raccomandano di valutare i livelli di testosterone ed eventualmente di impostare la terapia sostitutiva ormonale appropriata.
In ogni caso tutti gli uomini con una precedente frattura da fragilità dovrebbero essere considerati per il trattamento con farmaci anti-osteoporosi.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








