Ci sono diversi protocolli raccomandati per aiutare a prevenire le infezioni del sito chirurgico, ma la mancanza di aderenza del paziente, i costi elevati e la resistenza batterica possono ridurne l’utilità ed efficacia. In un nuovo studio coordinato da Lisa Saidel-Odes dell’Università Ben-Gurion del Negev a Beer-Sheva, in Israele, sono stati valutati i risultati di un protocollo progettato per ridurre le infezioni del sito chirurgico attraverso un particolare focus sul patogeno Staphylococcus aureus. Come si legge sull’American Journal of Infection Control, l’approccio prevede l’applicazione intranasale pre operatoria di iodopovidone e l’antisepsi cutanea mediante gluconato di clorexidina.
Lo studio ha coinvolto 688 pazienti adulti sottoposti a artroplastica dell’anca o del ginocchio oppure a intervento chirurgico alla colonna vertebrale tra il 2018 e il 2021. I risultati sono stati confrontati con una coorte retrospettiva di pazienti del 2016 e 2017 trattati prima dell’implementazione del protocollo. Gli esiti dei pazienti sono stati monitorati per 90 giorni dopo l’intervento chirurgico. L’attuazione di questa misura preventiva prima dell’intervento ha contribuito ad affrontare una sfida diffusa nella sanità, ossia il fatto che circa il 30% della popolazione è colonizzata da S. aureus senza manifestare sintomi. Il protocollo pre operatorio ha eradicato con successo S. aureus in quasi il 40% dei pazienti trovati ad ospitare già il patogeno. Questo è particolarmente importante per gli esiti dei pazienti, poiché i ricercatori hanno scoperto che la presenza di S. aureus entro il giorno successivo all’intervento chirurgico era associata a un rischio tre volte maggiore di sviluppare un’infezione del sito chirurgico. Nel complesso, lo studio ha mostrato una significativa diminuzione delle infezioni del sito chirurgico gravi tra i pazienti che hanno ricevuto il nuovo protocollo.
«Il nostro studio mostra chiaramente che possiamo prevenire le infezioni del sito chirurgico e mantenere i pazienti più sicuri attraverso l’uso di una semplice applicazione nasale preoperatoria di iodopovidone in combinazione con il normale lavaggio con gluconato di clorexidina – ha detto Lisa Saidel-Odes –. Abbiamo notato che il protocollo è più efficace quando c’è una presenza limitata di S. aureus e suggeriamo che potrebbe essere necessaria un’applicazione aggiuntiva di iodopovidone per i pazienti con una maggiore colonizzazione nasale».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








