Secondo il report annuale 2023 del Registro italiano artroprotesi (Riap) tra il 2007 e il 2022 in Italia sono state effettuate 239.412 artroplastiche primarie di ginocchio, delle quali 50.857 monocompartimentali. Inoltre, nello stesso lasso di tempo, sono state eseguite anche 10.412 revisioni.
Sebbene la protesi monocompartimentale sia generalmente considerata più sicura di quella totale, perché associata a un minor tasso di complicazioni e a outcome funzionali migliori, e garantisca un ottimo rapporto costo/beneficio, di solito si associa a un maggior tasso di revisione.
Ci sono studi in letteratura che suggeriscono che il rischio di revisione aumenti al diminuire della formazione del chirurgo. Una possibilità che viene ulteriormente indagata da un recente lavoro dell’Unità di Ricerca Muscoloscheletrica della Scuola di Medicina di Bristol, affiliata al Southmead Hospital, che prende in considerazione chirurghi ortopedici in formazione. Pubblicato su Plos Medicine, lo studio parte da dati di pazienti inseriti nel National Joint Registry for England and Wales NJR e sottoposti a protesi monocompartimentale tra il 2003 e il 2019. Il campione consiste così di 106.206 interventi per 91.626 pazienti. Per ogni paziente gli autori hanno verificato il livello di preparazione del chirurgo e, per quelli in formazione, la presenza o meno di una supervisione da parte di un collega più esperto. In tutto le protesi monocompartimentali condotte da un chirurgo in formazione sono state 4.382. Inoltre, ci si è concentrati sull’eventuale necessità di revisione, sia per tutte le ragioni che per specifiche indicazioni.
Una volta ottenuti tutti i dati, è stata condotta un’analisi statistica per cercare eventuali correlazioni. Gli autori hanno così verificato che, almeno in Inghilterra e Galles, il rischio di revisione per tutte le cause associato alla monocompartimentale è simile per chirurghi in formazione ed esperti. Per essere più precisi, il rischio di fallimento dell’intervento calcolato dagli autori è del 17,13% per i chirurghi esperti, del 16,42% per i chirurghi in formazione, del 15,98% per i chirurghi in formazione affiancati da un supervisore e del 17,32% per i chirurghi in formazione non affiancati da un supervisore. Gli autori concludono che il metodo di formazione utilizzato in Gran Bretagna per la protesi monocompartimentale di ginocchio è adeguato ed efficace.
Stefania Somaré
Giornalista Tabloid di Ortopedia








