La American Academy of Orthopaedic Surgeons (Aaos) ha emesso un aggiornamento delle sue linee guida relative alla pratica clinica per il trattamento dell’artrosi di ginocchio.
La precedente versione risaliva al 2013 e questa revisione non include gli interventi di chirurgia sostitutiva, dando invece conto dei trattamenti meno invasivi, messi a punto per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità.
«Considerando la crescente prevalenza dell’artrosi del ginocchio nella popolazione, l’Aaos ha ritenuto importante aggiornare le linee guida riguardo alle evidenze sulle modalità migliori di gestire questi pazienti, in particolare quando la loro malattia è ancora nelle sue fasi iniziali», ha affermato Robert Brophy, co-presidente del gruppo di lavoro che ha prodotto l’aggiornamento delle linee guida.
Il documento è frutto di un lavoro durato quasi tre anni per raggiungere un consenso sulla base dei risultati forniti dalle ultime ricerche. Un estensivo esame della letteratura scientifica ha portato a individuare 617 studi i cui risultati sono stati ritenuti significativi, a partire dalla revisione di oltre 15mila abstract e da una prima selezione di quasi 2.500 lavori considerati nel dettaglio.
Coerentemente con l’edizione precedente, la linea guida suggerisce che, in assenza di controindicazioni specifiche, i pazienti con osteoartrosi sintomatica di ginocchio vengano trattati, per ridurre la sintomatologia dolorosa: con acetaminofene (senza superare i 3.000 mg al giorno); con corticosteroidi intra-articolari per alleviare il dolore a breve termine, oppure con farmaci antinfiammatori orali (Fans).
Altri trattamenti non rientrano invece nelle raccomandazioni, data la limitatezza o incoerenza delle prove, tra questi: le solette con zeppa laterale su misura, la glucosamina, la condroitina, il lavaggio articolare e il debridement.
Nella guida si sottolinea il fatto che la maggior parte degli interventi, specie se invasivi, può essere gravata da effetti collaterali e si fa notare un limite dell’attuale ricerca scientifica che, generalmente, non fa distinzione di genere: «è invece possibile che gli studi futuri possano portare a una migliore comprensione di come il sesso di un paziente possa influire sui benefici e sugli effetti avversi di un dato trattamento».
«Sappiamo che non c’è un approccio valido per tutti – ha commentato Brophy – ma fortunatamente ci sono numerose opzioni di trattamento che i chirurghi ortopedici possono considerare per alleviare il dolore e aumentare la mobilità dei propri pazienti. La linea guida aggiornata include raccomandazioni per il trattamento di pazienti in tutto lo spettro di gravità della malattia, basate sulle prove attuali. È però importante che sia i chirurghi che i pazienti ricordino che non si tratta di prescrizioni, ma solo di principi guida su come prendersi cura di un ginocchio con artrosi sintomatica. La cura e il trattamento del paziente dovrebbero sempre derivare dal giudizio indipendente del medico, sulla base del quadro clinico specifico di ogni singolo paziente».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








