L’artrosi di ginocchio è una delle patologie ortopediche più frequenti nella popolazione, con una incidenza che, sopra i 60 anni, arriva al 20-30% e sopra gli 80 al 40-50%. Tuttavia, non possiamo considerare la gonartrosi come una patologia dell’anziano, dal momento che sempre più spesso ne soffrono anche persone più giovani. Lo confermano i dati del Global Burden of Disease del 2019 (1), che sottolinea un netto incremento dell’incidenza e della prevalenza della gonartrosi tra i soggetti di età compresa tra i 30 e i 44 anni tra il 1990 e il 2019. L’incidenza, in particolare, è passata da 471.86 casi ogni 100mila abitanti del 1990 ai 478.97 del 2019. Le aree del mondo maggiormente interessate dal fenomeno sono Nord America, Australasia e regioni dell’Asia che danno sull’Oceano Pacifico. Al contrario, le zone meno interessate sono Asia Centrale, Centro Europa e Sud Est Asiatico. Secondo lo stesso Global Burden of Disease tra le cause di questo peggioramento ci sarebbe l’aumento del Bmi medio.
Secondo un recente studio dell’Università di Oulu, in Finlandia, i primi segni di artrosi di ginocchio sarebbero visibili addirittura nella terza decade di vita, in molti casi senza sintomatologia dolorosa (2). Pubblicato su Osteoarthritis and Cartilage, lo studio finlandese si basa su 297 soggetti, una sottopopolazione di un precedente studio, il Northern Finland Birth Cohort 1986, che ha sottoposto i partecipanti a una valutazione medica completa, comprensiva di risonanza magnetica alle ginocchia, in grado di evidenziare anche difetti molto lievi alla cartilagine. Gli autori hanno così potuto osservare la presenza di varie lesioni: il 56,2% dei soggetti presenta lesioni lievi a carico dell’articolazione patello-femorale, mentre il 25,3% a carico di quella tibio-femorale. Sono stati inoltre rilevati osteofiti a livello dell’articolazione patello-femorale (51,7%) e di quella tibio-femorale (17,4%). Nella maggior parte dei casi i soggetti non presentano sintomatologia dolorosa. Grazie a una regressione lineare lo studio identifica il maggior fattore di rischio per lo sviluppo di lesioni in età così giovane: un Bmi superiore a 25.
Lo studio evidenzia che i soggetti con Bmi inferiore a 25 hanno maggior probabilità di avere cartilagini sane o, al massimo, con lesioni di primo grado, mentre un Bmi maggiore si associa con una maggior perdita cartilaginea. Inoltre, la prevalenza di lesioni di grado 2 e 3 aumenta di pari passo con le classi di Bmi. Simili i risultati per gli osteofiti: numero e gravità aumentano con le classi di Bmi.
Stefania Somaré
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Bibliografia:
1) He Y, Jiang W, Wang W. Global burden of osteoarthritis in adults aged 30 to 44 years, 1990 to 2019: results from the Global Burden of Disease Study 2019. BMC Musculoskelet Disord. 2024 Apr 19;25(1):303.
2) Kemppainen A et al. Structural knee MRI findings are already frequent in a general population-based birth cohort at 33 years of age. Osteoarthritis Cartilage. 2025 Jun;33(6):753-763.








