
I pazienti che hanno completato il loro ciclo di vaccinazione e che hanno contratto il Covid19, dopo la guarigione possono essere sottoposti a chirurgia in tempi brevi senza correre particolari rischi, secondo uno studio pubblicato su Annals of Surgery (1). «Le attuali linee guida raccomandano di evitare la chirurgia elettiva nelle sette settimane successive alla negativizzazione dopo un’infezione, anche asintomatica, da SarsCoV2 – ha affermato Sidney Le, chirurgo presso l’ospedale universitario della University of California, San Francisco e principale autore dello studio –. Tuttavia, con il perdurare della pandemia, c’è la preoccupazione che ritardare gli interventi chirurgici possa comportare più danni che benefici. Essere in grado di identificare quali pazienti possono essere sottoposti a chirurgia nonostante una recente infezione da coronavirus, sarebbe un grande sollievo per medici e pazienti».
I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 228.913 interventi chirurgici programmati dalla Kaiser Permanente – un grande consorzio americano di cure integrate, con sede a Oakland, California – tra gennaio 2020 e febbraio 2022, il 4,8% dei quali riguardava pazienti che erano stati colpiti da Covid19 nelle settimane precedenti l’intervento chirurgico o subito dopo. Hanno confrontato il tasso di complicanze post-operatorie tra questi ultimi soggetti e coloro che non erano stati infettati dal virus: è stato di circa il 5% e non c’è stato un maggior rischio per i pazienti ex-Covid e vaccinati, anche se l’infezione si era verificata nelle quattro settimane prima della chirurgia.
Secondo gli autori, i risultati ottenuti dovrebbero portare a una revisione delle linee guida, in particolare per i pazienti in cui il Covid19 si è manifestato in forma lieve o asintomatica, tenendo comunque conto dello stato vaccinale e del tipo di anestesia somministrata.
«Attese più lunghe potrebbero essere ancora giustificate per pazienti sopravvissuti a una forma grave di Covid19 e con sintomi persistenti, per un principio di cautela, anche se il nostro studio non ha esaminato queste casistiche specifiche», ha aggiunto il dottor Le.
Secondo i ricercatori californiani, i risultati dello studio potranno restituire un senso di prevedibilità per gli ospedali che spesso hanno dovuto riprogrammare interventi chirurgici a causa delle infezioni da SarsCoV2.
«Durante la pandemia – ha riferito il coautore Bradley Cohn, anestesista e intensivista presso il medesimo ospedale – abbiamo ritardato o cancellato all’ultimo momento fino al 10% dei nostri interventi chirurgici perché indicazioni precedenti suggerivano che avremmo potuto mettere a maggior rischio i pazienti, sommando lo stress dell’intervento chirurgico agli effetti del Covid19, ma questi timori derivavano da osservazioni effettuate su pazienti non vaccinati. A nostra conoscenza, questo è il primo studio a dimostrare che la vaccinazione riporta alla normalità il rischio di effetti avversi nei pazienti che hanno recentemente avuto il Covid19 e si sono completamente ripresi al momento dell’intervento chirurgico».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








