Il livello di emoglobina, il conteggio delle piastrine e i marcatori di infiammazione sistemica si possono ottenere con semplici esami di laboratorio, ma possono fornire informazioni rilevanti per i pazienti con obesità grave che si sottopongono a chirurgia protesica, perché sono predittori indipendenti del rischio di infezione periprotesica. Lo sostengono sul Journal of Bone & Joint Surgery Nathanael Heckmann e un gruppo di colleghi della University of Southern California, Los Angeles, dopo uno studio condotto su 6.780 pazienti con indice di massa corporea uguale o superiore a 40, sottoposti a sostituzione totale di anca (23,33%) o di ginocchio (76,67%). Nei 90 giorni successivi all’intervento, 47 di loro (0,69%) hanno sviluppato un’infezione periprotesica. Il tasso in infezione è stato però più alto in alcune categorie di pazienti: l’1,69% tra coloro che avevano un livello di emoglobina inferiore a 12 g/dL (per le donne) o a 13 g/dL (per gli uomini); il 2,14% in quelli con un conteggio delle piastrine inferiore a 142.000/µL o superiore a 417.000/µL; l’1,11% tra coloro che facevano registrare un rapporto neutrofili-linfociti superiore a 3,31; l’1,69% quando il rapporto piastrine-linfociti era superiore a 182,3 e l’1,05% nei pazienti con un indice infiammatorio sistemico superiore a 776,2.
Dopo aver aggiustato per i potenziali fattori di confondimento, tutti questi marker di laboratorio pre operatori sono risultati indipendentemente associati al rischio di infezione periprotesica. Gli odds ratio sono stati 2,62 per l’emoglobina, 3,50 per le piastrine, 2,38 per il rapporto neutrofili-linfociti, 4,86 per il rapporto piastrine-linfociti e 2,44 per l’indice infiammatorio immunitario sistemico.
Nei pazienti con infezione periprotesica gli autori hanno osservato con maggiore frequenza alcune comorbilità, come malattie polmonari croniche, diabete complicato e ipertensione complicata; tuttavia, contrariamente a quanto riportato in studi precedenti, i livelli di albumina e di emoglobina glicata non si sono associati a un maggior rischio di infezioni.
Pur con i limiti insiti in uno studio retrospettivo, i risultati aiutano a colmare la scarsità di dati riguardo ai fattori che contribuiscono all’aumento del rischio di infezione periprotesica associato all’obesità grave. In aggiunta agli studi precedenti, i risultati suggeriscono che l’associazione tra anemia e infezioni è ancora più forte tra i pazienti con obesità grave che nella popolazione generale, evidenziando l’importanza di identificare un’eventuale anemia nei pazienti obesi per valutare efficacemente il loro rischio infettivo prima di sottoporli a un’artroplastica totale.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








