I crepitii articolari al ginocchio sono una evenienza piuttosto diffusa e nella maggior parte dei casi non devono destare preoccupazioni, a meno che non si associno a dolore, gonfiore e sensazione di instabilità articolare. Tra le cause che possono determinare suoni a livello del ginocchio vi sono la cavitazione, ovvero lo scoppio di piccole bolle d’aria che si formano nel liquido articolare a seguito di cambi di pressione, e il passaggio di un tendine o legamento su asperità dell’osso o tessuto cicatriziale.
Un recente studio australiano conferma che quanto detto sinora vale anche nel post-operatorio di giovani adulti trattati per una lesione traumatica di ginocchio. Pubblicato su Arthritis Care & Research dalla Trobe University, questo studio osservazionale si concentra su 112 pazienti di età media 28 anni, operati da almeno un anno per una ricostruzione del legamento crociato anteriore.
Gli autori hanno chiesto ai partecipanti di dichiarare la presenza o assenza di crepitii al ginocchio rispondendo ad alcuni elementi del Knee injury and Osteoarthritis Outcome Score, utilizzato anche per valutare la qualità di vita e la presenza di dolore. La componente strutturale del ginocchio è stata invece esaminata tramite una risonanza magnetica, sia a un anno che a 5 anni dall’intervento, concentrandosi in particolare su presenza di lesioni cartilaginee, osteofiti o lesioni al midollo spinale. Obiettivo dello studio, verificare se la presenza di crepitii in questi soggetti sia indice di presenza di segni precoci di artrosi.
Ciò che gli autori hanno potuto osservare grazie ai risultati statistici è che l’influenza dei crepitii articolari su dolore e funzionalità si fa sentire solo nel primo anno dopo l’intervento, per poi diminuire rapidamente, fino quasi a invertire la tendenza. Più nel dettaglio, le analisi hanno evidenziato che i pazienti che dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore presentano crepitii articolari sono svantaggiati nel recupero funzionale nell’anno successivo rispetto a chi non li ha, ma mostrano poi un miglioramento complessivo maggiore nei 4 anni successivi. In definitiva, lo studio evidenzia che a 5 anni dall’intervento, tutti i soggetti coinvolti hanno raggiunto una condizione simile sia dal punto di vista funzionale che da quello del dolore.
Questi risultati mettono dunque in discussione l’uso del crepitio come criterio diagnostico o predittivo di artrosi precoce dopo lesione traumatica del ginocchio nei giovani adulti. Semmai è confermato che tutti i pazienti sottoposti a una ricostruzione del legamento crociato anteriore vedono aumentare il proprio rischio di sviluppare gonartrosi negli anni successivi, con o senza crepitii.
Stefania Somaré
Giornalista Tabloid di Ortopedia








