Uno studio osservazionale americano ha descritto l’epidemiologia delle lesioni vertebrali associate alla pratica di sci e snowboard, analizzandone la prevalenza per sesso ed età. I dati sono stati rilevati dagli accessi degli infortunati in pronto soccorso tra il 2000 e il 2019 utilizzando il Sistema nazionale di sorveglianza elettronica delle lesioni (Neiss) americano.
I ricercatori hanno notato che non vi erano differenze significative tra i due sessi e che il numero di fratture vertebrali acute associate a sci e snowboard fosse maggiore nelle fasce di età giovanili per entrambi i generi. In particolare, su 466 fratture vertebrali acute identificate, la maggior parte è stata registrata tra gli uomini, rispettivamente il 67,8% con lo sci, contro l’82,1% con lo snowboard.
Diversamente, le donne hanno riportato una percentuale maggiore di eventi traumatici nello sci (32,2% ) rispetto allo snowboard (17,9%).
Per entrambi i generi, la maggior parte degli incidenti avviene a seguito di collisioni fra sciatori e/o snowboarder oppure per impatti contro ostacoli fissi (ad esempio pali o alberi) o ancora cadute accidentali. Nello specifico, le cause che contribuiscono all’alta percentuale di fratture vertebrali tra gli snowboarder maschi è da ricercare nell’alta velocità, nei salti e nelle evoluzioni acrobatiche durante le discese. Per le donne, invece, che praticano preferibilmente lo sci, la maggior parte degli incidenti avviene per caduta accidentale o per scontri fra persone.
Sono stati esaminati anche i diversi distretti corporei che possono essere coinvolti da lesioni di tipo traumatico. Il distretto più coinvolto nei traumi da snowboard è quello lombosacrale, in particolare l’area del coccige. I traumatismi possono essere provocati da salti e atterraggi con la tavola. Un altro dato interessante è la localizzazione delle lesioni, che si differenziano in relazione al tipo di caduta: gli sciatori tendono a cadere in avanti, gli snowboarder, invece, a causa dell’instabilità del corpo sulla tavola cadono solitamente all’indietro, con maggior carico assiale sulla colonna vertebrale e conseguente frattura da compressione anteriore.
Questa ricerca, inoltre, ha valutato la prevenzione per evitare gli eventi di tipo traumatico e per ridurne la gravità: giocano un ruolo importante la concentrazione e la prudenza individuali, ad esempio moderare la velocità, come pure limitare il numero degli sciatori sulle piste potrebbe essere di aiuto per evitare collisioni e cadute rovinose. È importante anche dotarsi dell’attrezzatura adeguata e verificare che sia in buone condizioni e affrontare le piste con un’appropriata preparazione atletica. Nelle persone più anziane, infine, soprattutto donne, non dimenticare una valutazione del rischio di osteoporosi prima di dedicarsi agli sport invernali.
Fiorella Gandini
Giornalista Tabloid di Ortopedia








