I ricercatori della University of Technology Sydney, in Australia, hanno valutato la misura in cui una frattura ossea può portare a morte prematura e hanno creato uno strumento per calcolare il rischio, disponibile per medici e pazienti, che hanno presentato su eLife.
Esaminando i dati di oltre 1,6 milioni di adulti, gli scienziati hanno scoperto che le fratture ossee si erano associate a una perdita da uno a sette anni di vita, a seconda del sesso, dell’età e della sede della frattura. Sulla base di questa scoperta e di precedenti ricerche, i ricercatori hanno utilizzato il concetto di età scheletrica come nuovo sistema di misura per valutare l’impatto delle fratture sulla mortalità. La metrica è stata incorporata in un’applicazione disponibile online che misura la fragilità ossea, con l’intento di sensibilizzare medici e pazienti e ridurre il rischio di morte prematura per le persone con osteoporosi.
Gli autori affermano che il rischio di morte prematura è particolarmente elevato per i pazienti che subiscono una frattura dell’anca, con il 30% di decessi entro un anno dall’evento. Tuttavia, il rischio di morte prematura aumenta anche con altri tipi di fratture. «Con una maggiore consapevolezza di questi rischi – ha affermato l’autore senior Tuan Nguyen – sarà più probabile che medici e pazienti prendano misure preventive per ridurre il rischio di morte prematura».
Lo strumento fornisce un approccio alternativo per informare i pazienti del loro rischio di fratture. Secondo gli autori, invece di spiegare a una donna di 60 anni che il suo rischio di morte a seguito di una frattura dell’anca è del 5%, le si potrebbe dire che la sua età scheletrica è di 65 anni.
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia








