Nonostante i risultati positivi ottenuti in diversi studi randomizzati controllati, le attuali linee guida per il trattamento della lombalgia non specifica non raccomandano l’impiego di supporti lombari non rigidi. Si sentiva dunque l’esigenza di una valutazione approfondita delle evidenze prodotte finora, sfida raccolta da un gruppo di ricercatori dell’Université Clermont Auvergne, in Francia, che hanno condotto una revisione sistematica con metanalisi, pubblicata su The Annals of Physical and Rehabilitation Medicine. I risultati sono positivi e dimostrano l’efficacia complessiva dei supporti lombari non rigidi sia per la disabilità che per il dolore.
Dei 1.581 studi individuati in letteratura, sono stati inclusi nella metanalisi solo quattro articoli full-text, condotti su pazienti con lombalgia cronica non specifica: 378 inseriti nel gruppo Nrls e 348 nel gruppo di controllo. I primi hanno ottenuto un più marcato miglioramento della disabilità e del dolore rispetto alla gestione standard. Dati insufficienti hanno invece impedito un confronto dell’efficacia di questi dispositivi nel trattamento della lombalgia acuta, subacuta e ricorrente.
I supporti lombari non rigidi sono facilmente prescrivibili e senza gravi effetti collaterali; gli unici segnalati sono una sudorazione o un aumento di calore localizzati, che sono possono essere particolarmente scomodi per le persone in sovrappeso.
Il mal di schiena porta alla paura di muoversi, con la conseguenza che molti pazienti riducono la loro attività per evitare il dolore, ma la sedentarietà è un importante fattore di peggioramento, che può portare alla cronicizzazione.
Tutti gli studi inclusi nella metanalisi che hanno fornito risultati significativi hanno mostrato un miglioramento del grado di disabilità. A causa delle loro proprietà biomeccaniche, questi supporti aumentano la stabilità della colonna vertebrale e sono utilizzati per alleviare la compromissione propriocettiva della zona lombare nelle persone che soffrono di mal di schiena. L’aumento della stabilità sembra dovuto anche alla maggiore pressione che viene esercitata sui muscoli addominali e del tronco, e che ne favorisce la contrazione. Il calore localizzato che si produce potrebbe invece aiutare a ridurre il dolore, anche se questo effetto non è stato definitivamente dimostrato.
Inoltre, i ricercatori hanno mostrato che questi dispositivi possono avere un impatto psicologico che può aiutare, nel tempo, a ripristinare la fiducia, ridurre la paura del movimento e facilitare un graduale ritorno alle normali attività quotidiane.
Alcuni studi hanno provato ad analizzare l’importanza della motivazione e della costanza dei pazienti nell’indossare i supporti lombari non rigidi: il beneficio percepito deve essere superiore al disagio, ma si può manifestare nel tempo e questo fa sì che un atteggiamento positivo costituisca uno dei più importanti fattori di successo. Al contrario, uno dei limiti maggiori per il loro utilizzo, oltre alla mancanza di fiducia, è l’obesità, che comporta un maggior disagio nell’indossare i supporti.
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia








