I pazienti a rischio di cadute vengono generalmente valutati in base alle informazioni che forniscono loro stessi o durante brevi sessioni di osservazione in clinica. Tuttavia, questi metodi non forniscono ai team clinici dati oggettivi su come i pazienti si muovono all’aperto e nei loro ambienti domestici, le aree in cui è più probabile che avvengano le cadute.
Le sperimentazioni di tecnologie indossabili inerziali posizionate sulla parte bassa della schiena, simili a quelle utilizzate in uno smartwatch, per monitorare i movimenti di camminata dei pazienti, si stanno rivelando preziose, ma ci sono ancora insidie dovute alla mancanza di informazioni contestuali su dove si trova il paziente, con chi sta camminando e quali attività sta svolgendo.
Nel tentativo di migliorare e personalizzare l’assistenza ai pazienti a rischio di cadute, gli esperti stanno esplorando modalità inedite per catturare, tramite dispositivi indossabili, eventuali dati anomali sull’andatura. In particolare, si sta lavorando a occhiali con videocamera integrata che possono fornire informazioni accurate su come le persone si muovono a seconda dell’ambiente circostante, degli ostacoli che incontrano e di cosa potrebbe metterle a maggior rischio di cadute. Oltre alle difficoltà tecnologiche occorre però affrontare alcuni problemi etici: i pazienti che indossano questi occhiali con videocamera integrata (e le loro famiglie) devono poter mantenere la loro privacy.
In un progetto pilota, un gruppo di esperti di informatica e salute digitale ha messo a punto un’applicazione di intelligenza artificiale in grado di oscurare i dati personali e le informazioni catturate dagli occhiali con videocamera, come fotografie intorno alla casa, filmati di bambini o documenti riservati. Pubblicata su Nature Digital Medicine la ricerca documenta il successo del nuovo software nell’analizzare le riprese video grezze, rilevando e oscurando quei dettagli che metterebbero a rischio la privacy dei pazienti.
«L’applicazione di questa tecnologia è unica – ha detto l’autore senior Alan Godfrey, professore di informatica alla Northumbria University, in Inghilterra –. Funziona in modo che le riprese grezze non siano mai viste dai medici, mantenendo però le informazioni contestuali che permettono di identificare le possibili ragioni della variabilità anomala o dell’asimmetria nell’andatura, segni di un rischio elevato di cadute». In questo modo, diverse categorie di pazienti, come chi è affetto da Parkinson, chi ha subito ictus o anche solo coloro che soffrono di fragilità, potrebbero essere aiutati nel prendere decisioni riguardo allo svolgimento delle loro attività quotidiane. «Inoltre – conclude Godfrey – questi occhiali potrebbero aiutare notevolmente a comprendere il reale rischio di caduta di un anziano e a fornire soluzioni di cura personalizzate che siano più appropriate per l’individuo e le sue esigenze».
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia








