Le misure messe in atto per prevenire le infezioni chirurgiche si sono evolute e sono migliorate, ma quali funzionano davvero? Se ne è discusso in occasione del Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid), che si è tenuto a Barcellona dal 27 al 30 aprile.
Per ridurre le probabilità di incorrere in infezioni post-intervento si ricorre a svariate procedure, anche se alcune mancano di prove scientifiche a supporto della loro efficacia; durante la sua relazione Hilary Humphreys, professore alla Rcsi University of Medicine and Health Sciences di Dublino, ha sostenuto proprio la necessità di avere evidenze su cui basare le raccomandazioni. Un esempio portato da Humphreys è l’indicazione di una doccia con un sapone comune o disinfettante prima dell’intervento: ebbene, attualmente non ci sono studi che dimostrino che ciò prevenga o riduca le infezioni del sito chirurgico, non è quindi possibile fare una raccomandazione formale supportata da evidenze. «Tuttavia – spiega il professore – l’opinione degli esperti è quella di incoraggiare i pazienti a fare una doccia o un bagno prima della chirurgia per motivi di igiene personale, oppure considerare l’uso di alternative (ad esempio, salviette alcoliche o detergenti) immediatamente prima dell’operazione se i pazienti non sono in grado di lavarsi autonomamente. Ma non dovremmo ritardare la chirurgia se il paziente ha difficoltà nel seguire queste procedure. Dovremmo inoltre dirgli di non rasare l’area chirurgica prima dell’intervento, poiché potrebbe danneggiare la pelle e contribuire effettivamente allo sviluppo di un’infezione del sito chirurgico».
Al contrario, tra le pratiche che si sono dimostrate efficaci c’è quella di disporre gli strumenti chirurgici appena prima dell’inizio dell’intervento, riducendo in questo modo il rischio che si contaminino.
Altre volte le evidenze sono controverse, come quando il personale lascia la sala operatoria e poi vi ritorna senza cambiare i camici: alcuni studi hanno esaminato la contaminazione dell’abbigliamento o dei camici in questa situazione, ma non hanno riportato risultati univoci. «Anche in questo caso non è appropriato fare una raccomandazione formale – sostiene Humphreys – ma è buona pratica cambiare l’abbigliamento (per esempio utilizzando un camice monouso) e le calzature, se si lascia la sala operatoria con l’intenzione di tornare. Questo è particolarmente importante se nel frattempo il medico o l’infermiere visita un’unità di terapia intensiva o un’altra parte dell’ospedale dove possono essere presenti patogeni trasmissibili o batteri resistenti agli antibiotici».
Humphreys ha affrontato anche il tema della profilassi antibiotica. Uno studio retrospettivo multicentrico (1) condotto su un totale di 222.439 pazienti ha riscontrato che il tasso complessivo di infezioni al sito chirurgico variava sensibilmente in base al momento in cui i pazienti ricevevano gli antibiotici prima dell’intervento: il tasso di sviluppo di un’infezione è stato dell’1,9% per il gruppo 0-30 minuti; del 2,4% per il gruppo 31-60 minuti e del 3,7% per il gruppo 61-120 minuti. «I risultati mostrano che il farmaco dovrebbe essere somministrato da 10 a 25 minuti prima dell’incisione iniziale, per massimizzare l’effetto. Sebbene i principi della profilassi antibiotica chirurgica siano ben compresi, la pratica è spesso scarsa e ulteriori perfezionamenti possono ridurre il tasso di infezioni, come l’uso di checklist e tempistiche strette» conclude l’esperto irlandese.
Nel suo intervento Humphreys ha analizzato anche l’impatto delle pratiche ad alto volume, del cambio di guanti e strumenti durante l’intervento e della pulizia dell’aria in sala operatoria, temi che restano dibattuti e richiederebbero ulteriori studi (2).
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Bibliografia:
1. Sommerstein R, Troillet N, et al. Timing of cefuroxime surgical antimicrobial prophylaxis and its association with surgical site infections. JAMA Netw Open. 2023 Jun 1;6(6):e2317370.
2. NIHR Global Research Health Unit on Global Surgery. Routine sterile glove and instrument change at the time of abdominal wound closure to prevent surgical site infection (ChEETAh): a pragmatic, cluster-randomised trial in seven low-income and middle-income countries. Lancet. 2022 Nov 19;400(10365):1767-1776.








