Corticosteroidi somministrati in combinazione in due modalità differenti, per via endovenosa e periarticolare, migliorano l’efficacia della riabilitazione dopo la sostituzione protesica di ginocchio. Lo si legge sul Journal of Bone and Joint Surgery, dove uno studio condotto da ricercatori del Queen Mary Hospital di Hong-Kong fornisce nuove informazioni sulla gestione del dolore, che possono comportare un migliore e più rapido recupero funzionale dopo un intervento di protesi totale di ginocchio e quindi facilitare la sua esecuzione come procedura ambulatoriale.
L’anestesiologo Timmy Chan e i suoi colleghi hanno arruolato 178 pazienti sottoposti a sostituzione totale di ginocchio e li hanno assegnati in modo randomizzato e in cieco in quattro gruppi, per ricevere, oltre ai farmaci oppioidi standard per il dolore, corticosteroidi periarticolari; per via endovenosa; in combinazione oppure placebo.
Tutte le procedure sono state eseguite dalla stessa équipe chirurgica utilizzando tecniche standardizzate che prevedono un approccio pararotuleo mediale e una protesi stabilizzata posteriore cementata. Tutte le operazioni sono state eseguite in anestesia spinale utilizzando 2,4 ml di bupivacaina iperbarica allo 0,5%; i pazienti sono stati sedati con un’infusione target-controllata di propofol.
Il sollievo dal dolore e i parametri chiave della riabilitazione sono stati confrontati tra i quattro gruppi di pazienti da parte di ricercatori, che non erano a conoscenza del trattamento ricevuto dai partecipanti.
Nei primi giorni dopo l’intervento, i punteggi del dolore a riposo e durante il movimento erano significativamente più bassi rispetto al placebo per i pazienti che avevano ricevuto corticosteroidi per via endovenosa, da soli o in combinazione con corticosteroidi in somministrazione periarticolare, mentre i soli corticosteroidi periarticolari non hanno comportato alcuna riduzione dei punteggi del dolore rispetto al placebo.
Ma è stato l’uso combinato di corticosteroidi a mostrare la maggiore efficacia sulla riabilitazione: tre giorni dopo l’intervento, la flessione del ginocchio operato era migliore rispetto ai pazienti degli altri gruppi, così come la forza muscolare del quadricipite e la capacità di camminare per una distanza più lunga. Questo spiega anche l’ultimo dei risultati ottenuti: la terapia combinata ha aumentato fortemente la probabilità di poter tornare, dopo l’intervento, al proprio domicilio invece che in una struttura riabilitativa.
«L’artroplastica totale di ginocchio – ricordano gli autori della revisione – comporta un’elevata risposta allo stress correlato alla chirurgia, che può favorire risposte infiammatorie sistemiche e locali, causando dolore, gonfiore e compromissione della funzionalità. La somministrazione endovenosa dei corticosteroidi esercita effetti analgesici diminuendo i marcatori infiammatori sistemici e l’infiammazione, portando sollievo dal dolore. La somministrazione periarticolare diminuisce invece l’infiammazione locale riducendo i mediatori e diminuisce anche il gonfiore locale del ginocchio, che si traduce a sua volta in sollievo dal dolore».
Questi risultati, secondo Chan, suggerendo una modalità efficace per la gestione del dolore e per un più rapido recupero funzionale nella chirurgia protesica di ginocchio, facilitano l’esecuzione dell’intervento in regime ambulatoriale.
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia








