
Roberto Vanelli
CartiRegen è un atelocollagene iniettabile di tipo I per la riparazione dei difetti condrali di ginocchio e caviglia di terzo e quarto grado secondo Outerbridge/Icrs scale. Il filler, distribuito tra gli altri anche da Akron Regeneration, può essere applicato per via artroscopica o artrotomica.
CartiRegen agisce come scaffold nella rigenerazione cartilaginea guidata da cellule derivate dal midollo a seguito di tecnica di stimolazione ossea, quali microfratture o perforazioni. Una volta iniettato in associazione alla colla di fibrina, il prodotto assume una consistenza simile a quella della cartilagine, stabilizzando il coagulo e fornendo un microambiente favorevole alle cellule afferenti dall’osso subcondrale e alla loro attività, dall’adesione fino alla sintesi di nuova matrice.
Tra i primi utilizzatori di CartiRegen c’è il dottor Roberto Vanelli, oggi direttore della struttura di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano), che ne ha potuto verificare indicazioni e risultati in una casistica personale di circa 10 pazienti.
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Dottor Vanelli, come si fa diagnosi di danno cartilagineo?
Il gold standard per identificare e classificare un danno cartilagineo è la risonanza magnetica. Personalmente suggerisco sempre ai pazienti di optare per risonanze ad alto campo, in quanto permettono una più chiara e approfondita classificazione della lesione. Un secondo approfondimento TC risulta però talvolta fondamentale, soprattutto nei casi di associato recente edema osseo.
Qual è il suo approccio con i pazienti che hanno subito un danno cartilagineo e che trattamenti suggerisce?
Ovviamente il trattamento varia in base ad età, distretto anatomico, natura ed entità del danno e richieste funzionali del paziente, in modo da essere il più personalizzato possibile. Si cerca quando possibile un approccio di tipo conservativo con terapie fisiche o infiltrative, ma quando per i motivi di cui sopra questo non risultasse possibile, allora l’opzione chirurgica deve essere fortemente considera.
Quali sono le indicazioni all’uso di CartiRegen? In quali distretti anatomici? In lesioni traumatiche o degenerative? Fino a che grado di lesione si può trattare?
La mia personale esperienza con l’uso di CartiRegen si concentra in modo particolare su pazienti giovani e con elevate richieste funzionali con lesioni cartilaginee traumatiche focali di III grado secondo outerbridge/ICRS scale e con diametro massimo di 1,5 cm a livello di ginocchio e caviglia.
Quale protocollo post trattamento propone ai pazienti e quali sono le prospettive di recupero, anche eventualmente dal punto di vista sportivo, dopo le infiltrazioni di atelocollagene?
Personalmente ho ottenuto risultati molto incoraggianti dal punto di vista clinico e radiologico, con ritorno all’attività sportiva nei pazienti trattatti con CartiRegen.
Il protocollo post operatorio varia ovviamente in base all’entità della lesione e alla posizione della stessa; in linea di principio consiglio una mobilizzazione passiva continua fin dalla prima giornata post operatoria, un recupero articolare fuori carico dalla seconda giornata post operatoria associato a divieto di carico per circa 15 giorni e un successivo recupero graduale dello stesso per ulteriori 2 settimane.
Casistica personale: quanti pazienti ha infiltrato e con quali risultati?
Presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Bassini stiamo seguendo circa una decina di pazienti nei quali abbiamo utilizzato la tecnologia del CartiRegen a livello sia del ginocchio che della caviglia; tutti i pazienti riportano Proms medio-elevati, un esame obiettivo decisamente migliore rispetto al pre operatorio e un ritorno a un buon livello di attività sportiva.
Andrea Peren
Giornalista Tabloid di Ortopedia








